28. 11. 2020 Ultimo Aggiornamento 27. 11. 2020

Giornalisti sempre più minacciati, iniziativa di un gruppo di senatori

Categoria: Il Foglietto

Nel corso della seduta del Senato della Repubblica n.272 di ieri, 3 novembre 2020, sei senatori del Movimento 5 Stelle hanno presentato un atto di sindacato ispettivo, sotto forma di interrogazione a risposta scritta (primo firmatario, Elio Lannutti), al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dell'interno, avente ad oggetto il crescente, grave fenomeno degli di atti di intimidazione nei confronti di giornalisti nell’esercizio della loro attività.

Di seguito, il testo integrale dell’atto n. 4-04357.

“LANNUTTI , TRENTACOSTE , CORRADO , PRESUTTO , PAVANELLI , GIANNUZZI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri della giustizia e dell'interno. -

Premesso che:

nel 2020 il "ritmo" mensile delle minacce ai giornalisti risulta raddoppiato rispetto al 2018 e al 2019 dove si sono registrati, rispettivamente, 73 e 87 atti intimidatori. Questo andamento allarmante che sta caratterizzando l'anno corrente ha fatto registrare già nei primi 6 mesi del 2020, al 16 giugno, ben 83 minacce denunciate da giornalisti. Il dato dell'anno corrente mostra quindi una forte accelerazione del fenomeno, che non può essere in alcun modo sottovalutata;

gli episodi a danno dei giornalisti sono riconducibili a matrici e motivazioni di diversa natura, inquadrabili in macro aree di riferimento: atti provenienti da ambienti della criminalità organizzata (10 episodi nel 2020), atti riconducibili a motivazioni socio-politiche (37 nel 2020) e atti provenienti da altri contesti (36 nel 2020). Nel 2018 e 2019 circa un quarto delle intimidazioni è pervenuto via social network (24 per cento per il 2018 e 23,5 per cento per il 2019), mentre per il periodo considerato dell'anno in corso il dato è notevolmente aumentato, attestandosi al 43 per cento. Dal punto di vista della collocazione territoriale, 70 episodi sul totale complessivo hanno interessato le regioni Lazio, Campania, Sicilia, Calabria e Lombardia;

questo trend, fra l'altro, conferma quanto emerge da rilevazioni attendibili, che segnalano un numero di minacce addirittura più elevato. Nel primo trimestre del 2020, l'osservatorio "Ossigeno per l'informazione", che svolge un monitoraggio indipendente e tiene conto anche dell'inarrestabile abuso che si fa nel nostro Paese delle querele per diffamazione a scopo intimidatorio e punitivo, ha infatti segnalato 123 intimidazioni. Lo stesso andamento è stato rilevato dall'osservatorio nel semestre successivo;

a ciò si aggiungono le condizioni di estrema precarietà contrattuale ed economica in cui spesso si trovano i giornalisti minacciati. Molti cronisti ascoltati nella scorsa Legislatura dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, "a fronte di un devastante repertorio di intimidazioni subite (...) hanno ammesso di dover lavorare per pochi euro ad articolo, spesso senza contratti e con editori raramente disponibili ad andar oltre una solidarietà di penna e di facciata";

andrebbe considerato anche un altro gravissimo fenomeno che sta "infettando" l'informazione italiana: quello delle fake news e dell'uso distorto del web come veicolo per giornalisti improvvisati che, in barba alla deontologia professionale, arrivano anche a divulgare notizie false, al fine di speculare sulle disgrazie o, addirittura, favorire alcune parti politiche,

si chiede di sapere:

quali iniziative e quali strumenti si intenda mettere in campo per contrastare il fenomeno dei giornalisti minacciati;

quali iniziative si intenda intraprendere per prevenire il clima di intolleranza verso gli operatori dell'informazione dovuto all'uso smodato e ingiustificato di un linguaggio di odio che non mette in pericolo solo i giornalisti, ma la stessa libertà di informazione, e quali iniziative si intenda intraprendere per cercare di arginare l'uso distorto di mezzi legali, utilizzati al solo scopo di intimidire e quindi azzittire i giornalisti;

se si ritenga di dover intervenire per garantire migliori condizioni di sicurezza economica e dignità professionale agli operatori dell'informazione, contribuendo a normare la figura contrattuale del giornalista freelance.”

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