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Mercoledì, 29 Mag 2024

Sono state pubblicate dalla Corte di Appello di L'Aquila le motivazioni della sentenza di assoluzione [1, 2, 3, 4] e non posso non ricordare alcuni momenti di una traversata del deserto durata più di quattro anni.

Essere accusati di omicidio è un'esperienza terribile, quasi impossibile da descrivere.

Tutto comincia agli inizi di giugno del 2010.

Sul Corriere della Sera del 3 giugno 2010 si legge: "Si tratta di un filone molto importante  - ha commentato il procuratore capo Alfredo Rossini - Speriamo di arrivare ad un risultato conforme a quello che la gente si aspetta. Questo è un lavoro serio".

Al Tg3, Rossini ha poi aggiunto: "I responsabili sono persone molto qualificate che avrebbero dovuto dare risposte diverse ai cittadini. Non si tratta di un mancato allarme, l'allarme era già venuto dalle scosse di terremoto. Si tratta del mancato avviso che bisognava andarsene dalle case".

Queste sono le dichiarazioni del procuratore capo di L'Aquila il giorno in cui ci venne notificata  la conclusione delle indagini.

In pratica, è come se ci venisse notificata la condanna.

Il PM e il Giudice faranno poi narrazioni per creare le giustificazioni delle condanne, ignorando tutti gli elementi a favore della nostra estraneità ai fatti.

Si è arrivati a utilizzare un lavoro  scientifico pubblicato quindici anni prima per dimostrare l'indimostrabile. Una delle oltre mie 500 pubblicazioni interpretata in modo da incastrarmi e fornita per vie traverse da qualcuno che non se ne pentirà mai abbastanza.

Si è ignorato anche quanto affermava sin da allora il Sindaco Cialente  e cioè che era rimasto tutt'altro che tranquillizzato dalla nostre considerazioni, tanto da chiedere lo stato di emergenza.

In tutte le mille pagine della sentenza di 1° grado, il Giudice afferma che i terremoti non si possono prevedere ma che, come dice Rossini, dovevamo invitare gli aquilani ad andarsene dalle case.

Dal gennaio del 2009, l'Aquilano è sede di una sequenza sismica: tante piccole scosse che si susseguono, alcune delle quali ben avvertite dalla popolazione.

Come sempre l'INGV fornisce in tempo reale i parametri di ogni scossa.

Il 17 febbraio 2009, l'INGV manda alla Protezione Civile (PC) una prima analisi della situazione ricordando che l'Abruzzo è stato sede di terremoti disastrosi e che lo sciame in atto lascia  inalterata l'elevata pericolosità della Regione, adeguatamente rappresentata nella Mappa Sismica pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nel 2004. Non verrà mai richiesta una spiegazione del rapporto inviato.

Nel comunicato tra l'altro si legge: "La zona in oggetto è stata sede in passato di forti terremoti. In particolare, l’attività di questi giorni si colloca tra la terminazione meridionale della faglia che si è attivata nel terremoto de 1703 (Int. MCS del X grado MCS, pari a Magnitudo circa 6.7) e i limiti settentrionali della faglia associata nei cataloghi (ad es. il DISS) al terremoto del 1349 e di quella denominata Ovindoli-Piani di Pezza”.

Successivamente, il 12 marzo 2009, viene inviato a TUTTO il sistema di Protezione Civile, nazionale e locale il seguente Comunicato sull’attività sismica in corso nella zona dell’Aquila:

“La Rete Sismica Nazionale dell’INGV sta registrando dall’inizio dell’anno un’attività frequente e di bassa magnitudo nella zona dell’Aquila. Dall’inizio dell’anno sono stati localizzati oltre 160 terremoti, tutti di magnitudo inferiore a 2.9. La maggior parte dei terremoti si localizza in un’area molto piccola (4-5 km in pianta), mentre un altro piccolo gruppo di eventi viene localizzato circa 15 km a nordovest (vedi mappa allegata). Il rilascio sismico è quello definito a’sciame’, ossia senza una scossa principale e relative repliche, presentando una distribuzione irregolare nel tempo dei terremoti più forti. Negli ultimi giorni l’attività sismica è diminuita come frequenza delle scosse (vedi figura andamento temporale delle sismicità de l’Aquila). Ieri, 11 marzo, è stata localizzato un solo terremoto di magnitudo pari a 2.9 nell’area in oggetto, mentre oggi non si sono registrati terremoti nell’area. Allo stato attuale delle conoscenze, si può affermare che la sequenza dei mesi scorsi non ha alterato, dunque né aumentato né diminuito, le probabilità di occorrenza di forti terremoti nella zona. Si può affermare, inoltre, che previsioni basate su precursori di varia natura (geochimici e/o geofisici) non sono attualmente considerati affidabili dalla comunità scientifica."

Questi due comunicati, scritti da Alessandro Amato e da Giulio Selvaggi, andrebbero incisi su una targa di buon metallo e esposti all'ingresso di ogni sede dell'Istituto se il presidente di “medio livello” avesse un minimo di dignità e fosse in grado di apprezzare l'altissimo valore dell'Ente che presiede. Altro che targhe di eterna gratitudine nei miei confronti!

Nel  comunicato viene detto espressamente e chiaramente che l'elevata pericolosità sismica della zona non è minimamente modificata dalle scosse che si stanno verificando.

L'affermazione che tante piccole scosse sono da considerare favorevolmente perché impedirebbero forti scosse NON viene dall'INGV, anzi dall'INGV nei comunicati viene con chiarezza negata preventivamente.

La dichiarazione tranquillizzante PRIMA della riunione della Grandi Rischi non è in alcun modo ascrivibile all'INGV.

Se non si leggono i documenti dell'INGV o se all'INGV non si chiedono opinioni com'è previsto dalla convezione esistente con la Protezione Civile (PC) prima di esprimere giudizi scientifici poi non si possono scaricare sull'INGV responsabilità.

L'Assessore regionale alla PC  il 30 marzo 2009 diffonde un comunicato stampa per tranquillizzare la popolazione escludendo ulteriori scosse.

Siamo nella regione a maggior pericolosità sismica d'Italia e quindi un'affermazione simile appare oltremodo bizzarra.

Il Capo della PC nazionale chiama l'Assessore per trovare una soluzione alla criticità della situazione che si sta creando con un simile incongruo comunicato.

La cosa più semplice sarebbe fare un altro comunicato che corregga il primo. Sarebbe anche consigliabile contattare subito chi si intende di Sismologia e si dedica da sempre alla sismicità italiana.

Si sceglie invece la strada definita "operazione mediatica" e viene convocata una riunione irrituale a L'Aquila per il giorno dopo. "I Sismologi diranno che tante piccole scosse scaricano energia e  impediscono il verificarsi di scosse forti e distruttive".

E' noto che in Italia ogni anno si verificano parecchie migliaia di piccole scosse: se fosse vero quanto affermato su di esse nel passato non avremmo mai dovuto avere scosse disastrose. Comunque affermare che tante piccole scosse impediscono il verificarsi di scosse forti e' destituito di ogni fondamento scientifico.

Il giorno dopo, PRIMA  della riunione della Commissione Grandi Rischi (CGR) viene rilasciata un'intervista a una televisione locale e viene esposta la teoria dello "scarico favorevole dell'energia". Intervista che diverrà virale nei media locali e di cui noi verremo informati a terremoto avvenuto. Si afferma che  la "teoria dello scarico dell'energia"  viene dalla comunità scientifica. Non si precisa però da quale comunità  scientifica. Senz'altro non dall'INGV, che aveva negato questa interpretazione in comunicati ufficiali chiarissimi.

La riunione è convocata per le 18.30 del 31 marzo 2009; per le 19.30 è già convocata una conferenza stampa, come sapremo sempre a terremoto avvenuto.

La dichiarazione tranquillizzante prima della riunione e la conferenza stampa già prevista stanno a mostrare una regia mediatica dell'operazione. Anche il fatto che nessuna deliberazione verrà presa alla fine della riunione rientra in questa logica: l'idea di tranquillizzare non sarebbe mai passata dovendola mettere per iscritto, per una semplice questione di buon senso.

Si illustrano la sequenze sismiche in corso (Ancona e Sulmona) e la pericolosità dell'Abruzzo con un rapporto scritto e una dozzina di mappe da noi preparate appositamente per la riunione dove è evidentissima l'alta pericolosità sismica dell'Aquilano. Si viene invitati a esprimerci sulla prevedibilità dei terremoti. Rispondiamo che i terremoti non sono prevedibili e cerchiamo anche di spiegare perché.

Alla riunione partecipano anche il Sindaco, l'Assessore Regionale, tre Vice Prefetti e alcuni funzionari.

La riunione viene interrotta alle 19.30, senza prendere nessuna decisione e senza nessuna deliberazione finale.

Noi, i Sismologi, ce ne andiamo convinti che scopo della riunione fosse semplicemente quello di esprimere un giudizio ufficiale sulla non prevedibilità dei terremoti.

Il fatto che non viene presa e scritta, seduta stante, una deliberazione come era prassi consentirà di dare durante la conferenza stampa le interpretazioni che si vuole.

E' ovvio che il fatto che i terremoti non sono prevedibili non significa che non si possono verificare in qualunque momento. Eppure il PM interpreta la nostra dichiarazione sulla non-prevedibilità e sui motivi per cui almeno allo stato delle nostre conoscenze non sono prevedibili come se avessimo escluso scosse forti in Abruzzo.

C’è addirittura chi durante un convegno ha affermato che avremmo contemporaneamente detto che i terremoti non sono prevedibili ma che a L'Aquila non sarebbero venuti.

Questa ricostruzione dei fatti è stata possibile molto tempo dopo, perché molte cose sono emerse solo durante il processo e perché Repubblica ha pubblicato due intercettazioni telefoniche che consentono di interpretare l'accaduto:

- telefonata Bertolaso-Stati, dove viene descritta la strategia (operazione mediatica) per correggere l'improvvido comunicato stampa della PC regionale e formulata la teoria dello scarico di energia (pubblicata da Repubblica il 20 gennaio 2012).

- telefonata Barberi-Bertolaso-De Bernardinis, immediatamente dopo la riunione e dopo la conferenza stampa, dove si dichiarano soddisfatti per aver raggiunto lo scopo che si erano prefissi. Ci sarà anche una telefonata Bertolaso-Dolce dello stesso tenore. Bertolaso al telefono ringrazia Barberi per qualche cosa avvenuta o fatta nella mattina. La cosa viene confermata dallo stesso Barberi anche se non è dato sapere che cosa si son detti (Il Centro del 21 novembre 2013) e perché Barberi debba essere ringraziato.

Pochi giorni dopo il terremoto avevamo letto su Repubblica l'intercettazione Barberi-Bertolaso-De Bernardinis. Non potevamo darne l'interpretazione che consente solo la telefonata Bertolaso-Stati, che conosceremo nel 2012. Non sapevamo della assurda dichiarazione sullo scarico di energia.  Non sapevamo che dopo la riunione era già stata prevista una conferenza stampa.

La telefonata Bertolaso-Stati e le dichiarazioni del Sindaco Cialente ci avevano convinto che saremmo stati assolti, tanto che rinunciammo ai testimoni a nostro favore per affrettare l'epilogo della vicenda.

Verremo a sapere di comunicati rassicuranti della PC, fatti il giorno dopo la riunione, da un libro di Giuseppe Caporale, un giornalista di Repubblica, pubblicato mesi dopo.

Bertolaso dopo il terremoto dichiara che Barberi e Boschi avevano dato rassicurazioni durante la conferenza stampa alla quale è più che assodato che non ho partecipato!

Bertolaso è stato chiaramente male informato.

Esistono immagini televisive della conferenza stampa ma senza audio! E' disponibile un articolo mai smentito sul Tempo, dove sono riportate  le dichiarazioni fatte in quella circostanza da De Bernardinis, seduto assieme a Barberi.

E' importante notare che si fa in modo che i Sismologi il 31 marzo non vengano mai a contatto con i giornalisti.

De Bernardinis fa una dichiarazione "scientifica", lo scarico favorevole di energia, su un argomento sismologico prima della riunione della CGR. Tuttavia, durante il processo, dirà che lui è un ingegnere, un operativo, che di Sismologia non si intende.

Allora  perché non lo dice al giornalista che gli ha chiesto una dichiarazione e non lo invita a rivolgersi a un Sismologo?

Oppure perché semplicemente non si rifiuta di rispondere?

Perché si era già  deciso di rassicurare indipendentemente dai risultati della riunione che doveva servire solo per l'operazione mediatica?

Concede un'intervista PRIMA della riunione perché era già stabilito come la riunione doveva finire?

Il PM userà il verbale della riunione del 31.03.2009 per accusarci.

Ma come viene preparato e come vien fuori quel verbale?

Senza che noi ne fossimo informati una funzionaria della PC prende appunti a mano durante la riunione  senza alcun supporto elettronico. Li invia a Dolce, Capo Ufficio Rischio Sismico (precisamente: Ufficio valutazione, prevenzione, mitigazione del rischio sismico) della PC, che li rielabora fino a ottenere la  versione finale che sarà disponibile il pomeriggio del 6 aprile 2009.

Il verbale tratta quasi esclusivamente di questioni sismologiche. La funzionaria non risulta abbia particolari competenze sismologiche. Dolce e De Bernardinis dichiarano  durante il processo di non avere competenze sismologiche. La cosa verrà ribadita dal loro avvocato durante il processo d'appello. Dirà in maniera netta e solenne: "Alla Protezione Civile non ci sono sismologi!", sperando così di scaricare tutte le responsabilità su di noi!

Ma se non si hanno competenze sismologiche perché scrivono e rielaborano verbali sismologici, fanno dichiarazioni sismologiche alle televisioni e occupano alte posizioni di responsabilità, molto ben remunerate, nella PC che ha il rischio sismico, quindi la Sismologia, come il principale campo di attività?

Il verbale non ha  alcun valore formale, perché scritto e rielaborato da persone che per loro stessa ammissione non hanno competenze sismologiche. È evidente che durante una discussione tecnica su questioni complesse le opinioni possono essere espresse in maniera affrettata e imprecisa e solo un esperto può riportarle per iscritto.

E' per questa ragione che in tutte le riunioni della CGR a cui ho partecipato, più o meno tutte dall'atto della sua fondazione, veniva sempre presa alla fine una deliberazione all'unanimità come il banale buonsenso suggerisce. Non si può uscire da riunioni simili senza aver chiaro che cosa si è concluso oppure con qualcuno che dice una cosa e qualcun altro che dice una cosa diametralmente opposta.

La riunione del 31 marzo 2009 fu semplicemente interrotta.

Quindi un documento come quello che abbiamo firmato, a terremoto avvenuto, poteva avere un valore puramente interno alla PC, come mi si disse all'atto della firma e non era da considerarsi un documento di valore scientifico.

Ma perché addirittura un elicottero fu utilizzato per venirmi a prendere a Roma il giorno del terremoto, proprio per farmi firmare il verbale?

Noi sapremo della telefonata Bertolaso-Stati solo nel gennaio del 2012. Qualcuno sapeva dell'operazione mediatica il giorno del terremoto e si dette da fare subito per trovare capri espiatori?

Sia chiaro, comunque, che le affermazioni che mi sono attribuite nel verbale sono più o meno le mie. Andrebbero lette senza la volontà a priori di fraintendere e tenendo conto che sono scritte da incompetenti della materia.

È lecito sospettare che non c'era interesse a scrivere alcun verbale alla fine della riunione in modo da poter continuare con l'operazione mediatica. Se si fosse scritto un verbale seduta stante, nessuno dotato di un minimo di buon senso lo avrebbe firmato se fosse stato, anche minimamente,  tranquillizzante.

E' bene, infine, sempre ricordare che Giulio Selvaggi e il sottoscritto non hanno ricevuto favori personali, avanzamenti di carriera o emolumenti di sorta dalla Protezione Civile. Neanche un rimborso spese!

*Geofisico

Post Scriptum

C'è una frase nelle motivazioni che voglio aggiungere: molto chiara e inequivocabile.

La riporto così come è scritta: "... la verifica della correttezza scientifica delle valutazione formulate dagli imputati, da effettuarsi alla luce dei contributi tecnici in atti, conduce necessariamente alla conclusione che nessuna censura possa essere mossa sul punto agli imputati ...".

Insomma, non è certo la validità o meno della riunione come è stato affermato da qualche organo di informazione, ma la nostra condotta scientifica che ci fa assolvere. Un'affermazione assolutamente forte da parte del Giudice, che ci ripaga di tante amarezze e umiliazioni.

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