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Giovedì, 23 Lug 2026

Il 23 ottobre scorso, l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha pubblicato il Rapporto finale sullo stato di salute della popolazione residente nei comuni sedi di impianti nucleari.

Il documento, 254 pagine, diviso in 6 capitoli, un’appendice, 3 allegati, 16 figure e 155 tabelle, è stato redatto da un Gruppo di lavoro coordinato da Francesco Bochicchio, Dirigente del Reparto di Radioattività e suoi effetti sulla salute, che ha eseguito un’analisi della mortalità ed una stima dei casi attesi, nonché una breve descrizione dell’impianto nucleare sito in ciascun Comune, inclusa la dislocazione rispetto al centro abitato.

I comuni osservati sono stati otto (Bosco Marengo, Caorso, Ispra, Latina, Rotondella, Saluggia, Sessa Aurunca e Trino Vercellese). Per la città di Roma, che ospita impianti nucleari nel centro di ricerca Enea di Casaccia, l’analisi è stata limitata all’area di Roma-Casaccia, a causa della dimensione molto estesa della capitale e della posizione molto periferica dell’impianto nucleare.

In sintesi – si legge nel Rapporto – nello studio di analisi della mortalità delle popolazioni residenti nei Comuni sedi di impianti nucleari sono stati osservati alcuni eccessi di mortalità per alcune patologie che possono essere legate alla esposizione a radiazioni ionizzanti. Da rilevare che tali eccessi si verificano solo in alcuni Comuni e in singole decadi di osservazione e che si nota anche un numero simile di difetti di mortalità, rispetto ai valori medi delle Regioni di appartenenza.

Gli eccessi di mortalità osservati – sottolineano gli autori dello studio – non possono essere direttamente attribuibili, se non in piccola parte, all’esposizione della popolazione a dosi di radiazioni ionizzanti causate da rilasci di radioattività dagli impianti, in quanto (sulla base delle stime riportate in questo rapporto) le dosi che possono causare effetti osservabili in termini di incremento di mortalità avrebbero potuto essere prodotte solo da un continuo e rilevante funzionamento anomalo degli impianti. I risultati riportati nel Rapporto – viene precisato – sono coerenti con quelli ottenuti nella gran parte degli altri studi epidemiologici condotti finora, tenendo conto delle differenze di metodi utilizzati e di dimensione delle popolazioni coinvolte.

Per l’Istituto superiore di sanità, in conclusione, le analisi presentate nel Rapporto (l’analisi di mortalità a livello comunale, la stima dei casi attesi per diverse ipotesi di esposizione a radiazioni ionizzanti e la rassegna degli altri studi epidemiologici) descrivono, con metodologia uniforme e sulla base dei dati attualmente disponibili, lo stato di salute degli abitanti degli 8 Comuni (più l’area di Roma-Casaccia) interessati, e costituiscono una base di conoscenza utile per definire criteri, necessità e fattibilità di eventuali specifici programmi per ulteriori valutazioni dello stato di salute di queste popolazioni e, più in generale, per la sorveglianza dello stato di salute delle popolazioni residenti in prossimità di impianti che possano produrre rilasci di radioattività.

Per eventuali impianti futuri, incluso il Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi – suggeriscono, infine, gli autori del Rapporto – andrà predisposta una adeguata sorveglianza radiologica e sanitaria, con particolare attenzione per le patologie correlate con l’esposizione a radiazioni ionizzanti, che possa permettere di rispondere adeguatamente alle domande sull’eventuale impatto sanitario di tali impianti.

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