Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 25 Mag 2026

Il combinato disposto della modernizzazione e del piano di mobilità inizia a produrre all’Istat i primi effetti, tutt'altro che positivi.

Dopo la prima assegnazione di risorse alle nuove strutture avvenuta lo scorso aprile - e gli spostamenti del personale verso la nuova sede di via Cesare Balbo n. 39, che proseguono incessantemente da luglio - con due delibere del 9 novembre è stato disposto un ulteriore trasferimento di un numero consistente di lavoratori.

La mobilità prioritaria, riservata al personale che gode di tutele, ha interessato 244 lavoratori, di cui 150 hanno rinunciato a esercitare il diritto e saranno trasferiti di sede, 64 sono stati assegnati ad una nuova struttura, mentre 30 hanno beneficiato di un’eccezione al principio dell’unitarietà del personale dei servizi e delle direzioni presso una stessa sede, per asserite esigenze organizzativo-funzionali.

La mobilità straordinaria per lo sviluppo professionale o per la conciliazione dei tempi vita-lavoro ha, invece, interessato 127 lavoratori, di cui solo 29 sono riusciti a ottenere il trasferimento richiesto. A questi se ne aggiungono altri 34, che hanno potuto effettuare uno scambio ‘one to one’.

In totale, circa 250 dipendenti, circa il 15% di quelli impiegati nelle sedi romane, nei prossimi giorni dovranno cambiare sede di lavoro, alcuni per la seconda o terza volta nell’arco di un anno, con disagi e ripercussioni – talvolta gravi – sull’organizzazione familiare.

Se quanto sta avvenendo portasse almeno a un risparmio sui canoni di locazione degli immobili per il 2016, come previsto dalle disposizioni normative vigenti, la cosa avrebbe almeno un senso. Ma questo è da dimostrare.

In tutto questo caos, l’amministrazione è riuscita anche ad azzerare un’indagine statistica, disponendo il trasferimento in blocco del personale che se ne occupava.

Solo dopo alcuni giorni – e una segnalazione al presidente Alleva – la dirigenza si è resa conto di non aver previsto alcuna alternativa. In pratica, un’indagine storica dell’Istat è ferma dal 14 novembre e ad oggi non si sa ancora chi dovrà occuparsene, nonostante nel frattempo si siano susseguite riunioni frenetiche tra i direttori.

Una soluzione - che salverebbe capra e cavoli - è l’annullamento del provvedimento, anche perché il trasferimento appare in contrasto con quanto previsto dal Piano di mobilità 2016-2018.

L’amministrazione non sembra però disposta al dietrofront, ma dovrà comunque assumersi le proprie responsabilità in caso di inadempienza rispetto alle scadenze prefissate.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Professore d’orchestra licenziato causa Covid ottiene giustizia in Cassazione

Con ordinanza n.14088/2026, pubblicata il 13 maggio scorso, la Cassazione – sezione Lavoro – ha...
empty alt

Le figure Kolam. Antichissima tecnica rituale tramandata di madre in figlia

I Kolam sono motivi ornamentali della tradizione indiana, disegnati sul terreno dalle donne...
empty alt

Cina col vento in poppa: aumenta l’export verso i paesi Ue. E diminuisce l’import

Il fatto puro e semplice, che il grafico in alto a destra mostra nella sua esemplare chiarezza, è...
empty alt

Il Giardino della Ricerca per Andrea Rocchelli, a 12 anni dal suo barbaro assassinio nel Donbass

Domenica prossima, 24 maggio, a Pavia verrà intitolato a Andrea Rocchelli, giovane giornalista e...
empty alt

Le guerre distruggono molto più di quello che producono

Fra le molte stupidaggini che abbiamo ripetuto tutti almeno una volta nella vita c’è quella che...
empty alt

“Tre chilometri alla fine del mondo”, omofobia difficile da estirpare nella civile Europa

Tre chilometri alla fine del mondo, regia di Emanuel Parvu, con Ciprian Chiujdea (Adi), Bogdan...
Back To Top