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Lunedì, 25 Mag 2026

Anche se tutti sapevano che da un momento all’altro poteva accadere, nessuno immaginava che tra i primi atti del direttore generale facente funzioni, Giambattista Brignone, potesse esserci la disposizione impartita all’Ufficio Stato Giuridico e Trattamento Economico del Personale di procedere, a decorrere dal prossimo 1° marzo, al recupero (mediante ritenuta di 1/5 sullo stipendio o sulla pensione) di somme indebitamente erogate a titolo di indennità ex art. 22 del Dpr 171/91 ed art. 9 del ccnl 5 marzo 1998, riservate a ricercatori e tecnologi cui è affidata la direzione di strutture tecniche e scientifiche, particolarmente rilevanti.

La decisione, alla luce degli eventi che hanno portato alla sospensione dal 1° gennaio 2014 della erogazione della doppia indennità appare, comunque, un atto dovuto, e non preclude al personale interessato il diritto di far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti. Non è difficile ipotizzare l’approdo a breve della vicenda nelle aule dei tribunali.

Il Cnr, infatti, è stato oggetto, a marzo 2013, di una verifica amministrativo-contabile eseguita dagli Ispettori del Ministero dell’economia e delle finanze, specificamente mirata ad accertare la corretta applicazione sia dell’art. 22 del D.P.R. 171/91 che dell’art.9 del ccnl enti di ricerca - sezione Ricercatori e Tecnologi - relativi alla corresponsione al personale con profilo di ricercatore/tecnologo dell’indennità per la direzione di strutture tecniche e scientifiche.

Dalla relazione ispettiva conclusiva è emerso che il Cnr avrebbe portato avanti un improprio riconoscimento a tutti i ricercatori e tecnologi affidatari della responsabilità di servizi della Struttura centrale delle predette indennità. In pratica, il bonus, contrattualmente previsto, sarebbe stato riconosciuto anche in caso di struttura non proprio a carattere tecnico o scientifica.

Da qui, la segnalazione da parte degli stessi ispettori della presunta irregolarità alla Procura Regionale della Corte dei Conti, secondo la quale ‘… l’erogazione di entrambe le predette indennità al di fuori delle condizioni previste dalle rispettive fonti normative e contrattuali è illegittima e deve pertanto essere sospesa”, con l’ulteriore aggiunta che il Cnr ‘… dovrà inoltre procedere alla ripetizione di quanto indebitamente erogato”.

Con una nota del 19 aprile 2016, l’allora direttore generale facente funzioni, Massimiliano Di Bitetto, aveva provveduto ad informare gli interessati sugli esiti della verifica ispettiva e, mentre, da un lato, assicurava tutto l’impegno dell’Amministrazione presso gli organi ministeriali per una positiva soluzione della vicenda (che fino ad oggi non c’è stata), dall’altro, precisava che “la presente nota ha effetto interruttivo della prescrizione ai sensi e per gli effetti del combinato disposto di cui agli artt. 1219 e 2943 cc.”.

Infine, non può essere sottaciuto che alcuni dirigenti, pur essendo stati preposti alla direzione di strutture tecniche e scientifiche di particolare rilievanza nazionale, figurano nell’elenco di quanti dovranno subire la ritenuta mensile sullo stipendio.

E’ auspicabile che, almeno per costoro, l’amministrazione intervenga rapidamente in autotutela, al fine di evitare inutili quanto costosi contenziosi.

In totale, le ritenute a carico dei 14 dirigenti superano il milione di euro.

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