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Mercoledì, 25 Feb 2026

Nelle biografie di molte scienziate non c'è traccia di sessualità: una donna che aveva una relazione sentimentale veniva considerata dispersiva, poco concentrata sul lavoro e quindi le poche che riuscivano a entrare nei laboratori erano costrette a sacrificare la loro vita privata.

Christiane Nusslein-Volhardt, biologa molecolare nata nel 1942 e divenuta Nobel per la medicina nel 1995, e Lise Meitner (1878-1968), scopritrice della fissione nucleare nel 1939, hanno avuto solo profonde amicizie con alcuni colleghi e mostrato fedeltà ai propri maestri.

Questa "neutralizzazione" è stata frequente nel passato di molte ricercatrici che hanno ricoperto ruoli prestigiosi, mentre altre sono state restie addirittura a concedere interviste alla stampa per evitare domande sulla loro vita privata.

Tra di loro ricordo Rosanna Cester, la fisica che ha diretto l'esperimento "Charmonium" e che ha guidato circa quattrocento ricercatori al Fermilab di Chicago. Era sposata con Tullio Regge, fisico, matematico e accademico da cui aveva avuto tre figli, ma non ha mai rinunciato al suo cognome da nubile.

Erano consapevoli che, se avessero lasciato intuire che la loro appartenenza di genere prevaleva sull'appartenenza alla professione, ci avrebbero rimesso in credibilità come scienziate.

Proprio come successe a Evelyn Fox-Keller(1936), importante bio-matematica, che ha perso in credibilità scientifica negli anni Ottanta, dopo che ha usato il proprio spirito critico - tanto elogiato fino a quel momento - per analizzare la situazione delle donne nella scienza e criticarla da un punto di vista femminista.

Un passato difficile da non dimenticare.

Per saperne di più: Sara Sesti, Liliana Moro “Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", Ledizioni, Milano 2020.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice su " Donne e scienza", collabora con l'Università delle donne di Milano
https://www.facebook.com/sara.sesti13

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