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Lunedì, 25 Mag 2026

Il suo nome, quasi dimenticato, “dovrebbe essere scritto insieme a quello dei fondatori dell'informatica: Kurt Gödel, Alan Turing, Alonzo Church, Stephen Kleene", senza dimenticare Ada Byron-Lovelace che nell'Ottocento ha scritto il primo algoritmo di programmazione.

Innamorata della logica e dell’astrazione ha scritto parole bellissime: "Nessun altro campo può dare, come la matematica, la gioia della scoperta, che è forse la più grande felicità riservata all’uomo".

Ungherese di origini ebree, la matematica Rozsa Péter (1905-1977) si è occupata di Teoria dei numeri, di Intelligenza artificiale e è stata una delle massime autorità internazionali nel campo delle funzioni ricorsive, un’area di studi aperta in epoca recente dalla logica matematica.

Oltre che alla ricerca, Rosza si è dedicata all'insegnamento a livello liceale e è stata molto amata dai suoi allievi e dalle sue allieve che la chiamavano affettuosamente "zia Rosza".

Quando le leggi fasciste del 1938 le proibirono di insegnare, venne confinata nel ghetto di Budapest. Continuò comunque a studiare e nel 1943 scrisse e pubblicò "Giocando con l’infinito", un libro che sarebbe divenuto molto popolare tra studenti e insegnanti.

Molte copie del libro andarono distrutte durante i bombardamenti e venne distribuito soltanto a guerra finita. Diventò presto una guida preziosa per arrivare alla comprensione dei concetti fondamentali della matematica.

Fino dagli anni cinquanta Rozsa si era dedicata anche alle applicazioni della sua teoria all'informatica teorica e pubblicò nel 1976 il suo ultimo testo sull'argomento.

Rosza morì nel 1977, alla vigilia del suo 72esimo compleanno.

Per saperne di più: "Scienziate nel tempo. Più di 100 biografie", Ledizioni, Milano 2020.

Sara Sesti
Matematica, ricercatrice in storia della scienza
Collabora con l'Università delle donne di Milano
facebook.com/scienziateneltempo/

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