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Venerdì, 23 Feb 2024

Con Determinazione n. 116/2023, pubblicata 15 novembre scorso, la Sezione del controllo sugli enti della Corte dei conti ha trasmesso alle Presidenze della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica la Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) per l’esercizio 2021, unitamente al conto consuntivo, corredato delle relazioni degli organi di amministrazione e di controllo.

Il Crea è un ente di ricerca dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, vigilato dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf, già Mipaaf), con autonomia scientifica, statutaria, organizzativa, amministrativa e finanziaria.

Dal documento redatto dalla Corte dei conti si apprende, tra l’altro, che la gestione finanziaria dell’ente di ricerca ha chiuso l’esercizio 2021 con un avanzo di competenza pari ad euro 7.228.524, risultato attribuibile essenzialmente al saldo della gestione corrente.

Il saldo finanziario della gestione corrente, infatti, è stato di euro 22.561.538, in notevole incremento rispetto all’anno precedente (euro 8.043.272).

Il saldo della gestione in conto capitale, invece, è risultato negativo per euro 14.831.334, per effetto, in particolare, della riduzione delle entrate in conto capitale, risultate pari ad euro 227.882 (3.260.858, nel 2020), e dell’incremento delle spese in conto capitale, risultate pari ad euro 15.059.156 (8.721.352, nell’esercizio precedente).

La gestione economica di competenza dell’esercizio 2021 ha registrato un disavanzo pari ad euro 751.648, dovuto, in particolare, al saldo tra il valore ed il costo della produzione.

Alla data del 31 dicembre 2021, l’avanzo di amministrazione è risultato pari ad euro 198.860.344 (190.387.454, nell’esercizio precedente).

Le risultanze contabili, sempre alla predetta data, hanno evidenziato un patrimonio netto di euro 183.924.884 (184.676.532, nel 2020), in diminuzione per effetto del disavanzo economico dell’esercizio.

La spesa per il personale è stata pari ad euro 126.196.154 (122.036.753, nel 2020).

I residui attivi al 31 dicembre 2021 ammontavano ad euro 220.360.168, in diminuzione rispetto all’esercizio precedente (euro 224.721.931); quelli passivi, pari ad euro 106.544.560, anch’essi in diminuzione rispetto al 2020 (euro 116.661.998).

Al riguardo, la Corte, pur prendendo atto degli sforzi messi in atto dall’Ente per la verifica dell’ammontare delle corrispondenti posizioni debitorie presso le amministrazioni debitrici, in particolare presso il Mipaaf (ora Masaf), al fine di procedere alla cancellazione di quelle poste per le quali non dovesse più sussistere il titolo giuridico alla conservazione in bilancio, “ribadisce come non sia più rinviabile una completa e definitiva ricognizione delle poste attive e passive del bilancio, procedendo al riaccertamento dei residui attivi e passivi, ivi compresi quelli provenienti dalla gestione degli enti incorporati e degli ex istituti di ricerca e sperimentazione agraria, secondo le disposizioni del vigente ordinamento contabile”.

Tale attività – aggiungono Magistrati contabili – costituisce presupposto indefettibile per l’attendibilità e la veridicità delle risultanze contabili e, quindi, per la tenuta ‘in concreto’ degli equilibri di bilancio ivi rappresentati. È, infatti, di palmare evidenza che l’aggregato dei residui attivi e passivi, qualora alterato per eccesso (residui attivi) e/o per difetto (residui passivi), è suscettibile di ampliare la capacità di spesa di un Ente, pur in assenza di effettiva correlata fattibilità finanziaria”.

A tal fine – conclude sul punto la Corte - è richiesto anche il concreto coinvolgimento, in termini di controllo e vigilanza, di tutti gli Organi interessati. Inoltre, risulta altrettanto urgente l’adozione di idonei strumenti volti ad individuare le ragioni che continuano a determinare la formazione dei residui inerenti all’attività dei Centri di ricerca, monitorando costantemente l’andamento finanziario dei progetti di ricerca”.

Dalla Relazione in esame, infine, si apprende che le disponibilità liquide al 31 dicembre 2021, ammontavano ad euro 85.044.737 (+ 3 per cento rispetto al 2020). “Tale liquidità - scrivono i Giudici contabili - appare particolarmente elevata in rapporto alle dimensioni della ordinaria gestione dell’ente”.

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