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Domenica, 23 Ago 2026

Da qualche tempo, tutti i media stanno dando enorme risalto al virus Zika, suscitando grande allarme nella popolazione, preoccupata per le gravi conseguenze derivanti dal contagio.

Ci è parso così quanto mai opportuno offrire ai lettori una breve sintesi dello studio condotto sull’argomento da Roberto Ronchetti, Presidente Sezione Medici per l’Ambiente (Isde) di Roma, emerito di Pediatria della Sapienza di Roma, e Massimiliano Bianco, ricercatore dell’Ispra.

Secondo questo studio, decisamente in controtendenza e che ha il pregio di far riflettere il lettore, nella campagna mediatica in atto si è dato troppo facilmente per scontato che l’aumento dei casi sia reale e dovuto alla presenza del virus Zika, a sua volta introdotto dall’arrivo recente della nuova zanzara.

Sempre in base allo studio, sono in circolo assunti non solo non minimamente provati ma assolutamente improbabili, a partire dall’opinione che prima del 2015 si verificassero annualmente in Brasile 150 casi di craniosteniosi, dato che è senz’altro sottostimato, perché sarebbero dovuti essere molti di più.

Per gli autori, anche ammettendo che un aumento di craniosteniosi vi sia stato, la correlazione tra Zika virus e tale malformazione è tutt’altro che scontata; inoltre, anche se si volesse accettare che un aumento dei casi di craniostenosi si sia verificato, ci sono molte possibili spiegazioni alternative al virus Zika che sono state avanzate. Infine, anche assumendo la correlazione col virus Zika, ciò significherebbe soltanto che è comparsa una infezione in più, oltre alle tante che già provocano epidemie e molte migliaia di morti ogni anno. In conclusione, “nulla di veramente nuovo che giustifichi tanto clamore”.

Ma il clamore ha generato paura ed è partita la “lotta alle zanzare”. Non c’è da illudersi, però, che queste zanzare, come tutte le altre, possano essere annientate, perché nessuna specie di zanzara è mai stata cancellata dalla faccia della terra. Anzi. E’ prevedibile, perciò, che, nonostante tutti gli sforzi messi in campo dal programma di sterminio della presidente brasiliana Roussef, esse finiranno per assistere anche ai prossimi giochi olimpici.

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