18. 09. 2020 Ultimo Aggiornamento 17. 09. 2020

Ente Parco dei Monti Sibillini, gestione condizionata dagli eventi sismici del 2016

Categoria: Ambiente & Salute

L’Ente Parco nazionale dei Monti Sibillini, con sede legale e amministrativa nel Comune di Visso (Macerata), è stato istituito con Dpr 6 agosto 1993 e gestisce un’area protetta che si estende nel territorio di 4 Province (Ascoli Piceno, Macerata, Fermo e Perugia); 18 Comuni (3 nella Provincia di Ascoli Piceno, 11 in quella di Macerata, 2 in quella di Fermo ed altrettante in quella di Perugia); 5 Comunità montane.

A seguito degli eventi sismici del 2016, la sede dell’Ente è andata distrutta e gli uffici sono stati temporaneamente trasferiti in container e locali reperiti dal Comune di Visso a Tolentino (sede dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Umbria e Marche) e a Foligno, presso la Direzione regionale della protezione civile dell'Umbria, per essere poi ritrasferiti a dicembre 2018 a Visso in appositi container messi a disposizione dallo stesso Comune.

I lavori per la costruzione della nuova sede dell’Ente sono stati appaltati a giugno 2019 ed hanno avuto inizio a settembre dello stesso anno.

Quanto agli strumenti di programmazione previsti dalla legge quadro n.394/1991 (Piano e Regolamento del Parco), le procedure di approvazione degli stessi sono ancora in itinere, come si apprende, tra l’altro, dalla Relazione sul risultato del controllo sulla gestione finanziaria 2018 dei 22 Enti parco nazionali, redatta dalla Sezione controllo Enti della Corte dei conti, trasmessa alle Presidenze del Parlamento lo scorso 9 luglio.

Lo Statuto, approvato con decreto ministeriale del 17 dicembre 1997, è stato oggetto di aggiornamento siccome previsto dal Dpr 73/2013, e riapprovato con decreto del 16 ottobre 2013.

Il Presidente attualmente in carica è stato nominato per un quinquennio, con decreto del Ministero dell’ambiente del 8 ottobre 2019. Il suo predecessore, il cui mandato era scaduto nel corso dell’esercizio 2018, è stato sostituito dal vice Presidente, nominato dal Consiglio direttivo dell’Ente, sino alla data del 7 ottobre 2019.

Il Consiglio direttivo in carica nel corso dell’esercizio 2018, preso in esame dalla Corte dei conti, nominato con il 19 febbraio 2015, è stato ricostituito con decreto ministeriale del 21 aprile 2020.

La Giunta esecutiva nominata con deliberazione del Consiglio direttivo del 5 giugno 2016 è stata rinnovata dal Consiglio direttivo con provvedimento del 6 maggio 2020.

La Comunità del Parco è formata da 29 componenti, in rappresentanza delle Regioni Marche e Umbria, delle quattro Province di Ascoli Piceno, Fermo, Macerata e Perugia, delle 5 comunità montane e dei 18 comuni nei cui territori ricade lo stesso Parco.

Il Collegio dei revisori è stato nominato con decreto ministeriale del 29 aprile 2015, dalla scadenza del mandato quinquennale agisce in regime di prorogatio.

Il Direttore, nominato con decreto ministeriale del 4 agosto 2016, ha assunto le funzioni a decorrere dal 1° settembre 2016.

Le funzioni di vigilanza e controllo del Parco nazionale dei Monti Sibillini vengono svolte ex lege dal Coordinamento Territoriale Carabinieri per l’Ambiente (CTCA), con un organico che, al 31 dicembre 2018, era pari a 46 unità.

Le unità di personale in forza all’Ente al 31 dicembre 2018 erano pari a 28, di cui 17 di ruolo, con contratto a tempo indeterminato, e 11 con contratto a tempo determinato.

La spesa complessiva per il personale, esclusa la quota accantonata per il Tfr, alla fine dell’esercizio 2018 è risultata pari ad euro 840.442 euro (-9,7 per cento, rispetto al 2017).

Con riferimento all’attività istituzionale, l’Ente, nel corso del 2018, è stato impegnato in numerosi, importanti progetti nell’ambito delle Direttive sulla biodiversità del Ministero dell’ambiente.

Quanto al contenzioso, nel corso del 2018, l’Ente - come si evince dalla predetta Relazione - ha risolto positivamente 3 procedimenti civili passivi, di cui uno innanzi al Giudice di Pace e due in appello; in un altro, innanzi al Giudice di Pace, la parte attrice si è vista accolta parzialmente la domanda. Sempre nel corso del 2018, sono stati instaurati un giudizio civile e 3 innanzi al Tribunale superiore delle acque pubbliche. Alla fine del 2018, i contenziosi pendenti erano i seguenti: 2 civili (di cui uno in grado di appello), 1 innanzi al Tar e 6 innanzi al Tribunale superiore delle acque pubbliche; inoltre, all’Ente sono pervenute 12 richieste risarcitorie stragiudiziali.

Con riguardo al risultato del rendiconto 2018, l’esercizio 2018 ha registrato un disavanzo di competenza di euro 334.216 euro, in controtendenza rispetto a quello del 2017, che si era chiuso con un avanzo di competenza di euro 72.581.

Tale risultato è ascrivibile alla gestione in conto capitale, che si è chiusa con un disavanzo di euro 561.669 (-186.696 euro, nel 2017), non compensato dall’avanzo della gestione corrente (227.452 euro), risultato, comunque, in diminuzione (-12,3 per cento) rispetto all’esercizio precedente.

I trasferimenti statali, pari a euro 1.753.019, provenienti esclusivamente dal Ministero dell’ambiente, hanno rappresentano il 91,4 per cento del totale delle entrate correnti; le entrate da vendita di beni e prestazioni di servizi son stati di euro 27.176 euro (34.701, nel 2017), dato che indubbiamente risente degli effetti degli eventi sismici del 2016, che continuano ad incidere negativamente sul flusso di turisti e visitatori.

I trasferimenti da altri enti del settore pubblico sono stati pari a euro 122.808 euro, rappresentati soprattutto dai contributi straordinari (119.342 euro) per l’assunzione delle unità di personale a tempo determinato, previsti dalla legge n. 229/2016 e s.m.i..

Le spese correnti, pari ad euro 1.690.770, hanno subito una riduzione del 4,1 per cento rispetto al 2017 (euro 1.763.915.)

Le entrate in conto capitale sono state pari a euro 566.988 (-54 per cento, rispetto al 2017), di cui euro 150.000 a titolo di trasferimenti statali (nel 2017, erano stati pari a euro 1.231.000) ed euro 416.988 euro a titolo di contributi straordinari regionali per acquisto di immobilizzazioni tecniche.

Le spese in conto capitale, pari a euro 1.128.657, hanno subito una riduzione del 21,8 per cento rispetto al 2017 (euro 1.444.059).

Da evidenziare tra dette spese quelle legate agli interventi post-sisma: euro 450.000 per la costruzione di una sede temporanea del Parco; euro 327.814 per lavori e opere di urbanizzazione; euro 150.000 per interventi finalizzati al rilancio dell’economia rurale e alla riattivazione del sistema economico.

La situazione amministrativa, alla fine del 2018, ha evidenziato un avanzo di euro 1.231.275 (di cui euro 716.056 vincolati in gran parte al Tfr), in diminuzione del 16,5 per cento rispetto all’esercizio precedente (euro 1.474.294).

Il risultato del conto economico è stato di segno negativo per euro 362.473 (-381.970, nel 2017).

Il patrimonio netto, infine, per effetto del risultato negativo del conto economico, ha subito un decremento del 3,6 per cento, assestandosi ad euro 9.605.805.

(18 – continua)

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