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Giovedì, 29 Ott 2026

di Rocco Tritto

E’ cominciato il conto alla rovescia per i sindacati del pubblico impiego. Dal 5 al 7 marzo prossimo, i lavoratori saranno chiamati al voto per il rinnovo delle Rsu.

L’ultima volta è stato a novembre del 2007. Nel 2010 non si votò perché si era in attesa della composizione dei nuovi comparti di contrattazione, che il d. lgs.  n. 150/2009, voluto dall’allora ministro Renato Brunetta, aveva ridotto da 12 a 4, demandando a Aran e confederazioni sindacali il compito di  effettuare i necessari accorpamenti.

In tre anni, però, tra Aran e potenti confederazioni sindacali c’è stato un nulla di fatto, sicché, a seguito di un parere del Consiglio di Stato, sono state comunque indette le elezioni all’interno dei “vecchi” comparti, con l’esplicita previsione che - salvo modifiche al decreto Brunetta - si dovrà rivotare nel momento in cui verranno varati i nuovi comparti. Operazione senza la quale non si potranno avviare i rinnovi contrattuali che, per ora, sono stati differiti al 2014.

Dal 5 al 7 marzo, dunque, si voterà anche nel comparto della Ricerca. Come molti ricorderanno, la percentuale dei voti che i singoli sindacati conseguiranno verrà sommata a quella  delle deleghe rilasciate agli stessi sindacati dai loro iscritti e divisa per due. Il sindacato che otterrà una percentuale pari o superiore a 5, manterrà la rappresentatività, sia a livello nazionale che locale. Se l’asticella si fermerà al di sotto del 5 per cento, dovrà chiudere i battenti.

Per un’organizzazione come Usi-Ricerca, nata nel 1989 e rappresentativa dal 1990, l’appuntamento elettorale è di vitale importanza.

Se la fatidica asticella non verrà superata, Usi-Ricerca, che in 23 anni ha difeso i diritti violati di migliaia di lavoratori della Ricerca, chiuderà i battenti.

Ma a spegnere la propria voce sarà anche Il Foglietto, che da aprile del 2004, gratuitamente e senza alcuna forma di pubblicità, assicura settimanalmente a tutti i lavoratori degli enti pubblici di ricerca una informazione puntuale, corretta, ricca di inchieste e approfondimenti, che sempre più spesso attira l’attenzione della grande stampa. Una voce democratica, aperta a tutti gli interventi, che non sono mai stati oggetto di censura. Un servizio unico nel suo genere.

Se Usi-Ricerca non sarà presente con proprie liste in ogni ente e istituto, l’obiettivo “rappresentatività” rischia di non essere raggiunto.

Per scongiurare questo pericolo, è auspicabile che molte donne  e uomini,  che considerano utile il lavoro svolto da Usi-Ricerca e dal Foglietto, non solo sostengano con il voto le liste del sindacato, ma diano anche la loro disponibilità a candidarsi. Siano essi iscritti o non iscritti a Usi-Ricerca.

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