Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 14 Lug 2026

Ormai è certo. Per porre fine allo scandalo senza precedenti del blocco dei contratti del pubblico impiego – che persiste dal 2009, con un danno medio mensile di circa 400 euro per le buste paga dei circa 3 milioni di lavoratori del settore – è necessario il superamento di altri ostacoli, nonostante il 24 giugno del 2015 la Consulta abbia sentenziato l’incostituzionalità del medesimo blocco.

Dopo anni di flebili e inutili proteste dei sindacati confederali, il governo – che ha sottoscritto il 30 novembre scorso, nell’immediata vigilia del referendum costituzionale svoltosi il 4 dicembre, un accordo con i medesimi sindacati, privo purtroppo di effetti concreti e immediati – sta cercando ora di varare il cosiddetto decreto sul pubblico impiego, ritenuto conditio sine qua non per un possibile avvio della trattativa per il rinnovo contrattuale.

Tale decreto, salvo possibili differimenti, vedrebbe la luce entro la fine di febbraio prossimo e dovrebbe, innanzitutto, cancellare le tristemente famose “tre fasce” della riforma Brunetta (dlgs. 150/2009), che prevedono l’attribuzione al 25% dei dipendenti (i migliori) di ogni amministrazione della metà dei fondi di produttività; ad un altro 50%, dell’altra metà e nessun premio di produttività al restante 25% del personale.

Il decreto, che il governo si appresta a varare, da un lato, dopo aver cancellato in parte qua il decreto Brunetta, confermerebbe il divieto di erogazione a pioggia del fondo di produttività, dall’altro, demanderebbe ai contratti nazionali la fissazione delle modalità per la suddivisione, in base al merito, del medesimo fondo che, come noto, ha riflessi importanti sulla busta paga dei singoli lavoratori.

Inoltre, l’emanando decreto dovrebbe introdurre una nuova stretta sulle assenze per malattia e sui permessi e distacchi sindacali.

Una volta pubblicato in Gazzetta il predetto decreto legislativo, sottoscritto l’accordo sui permessi e distacchi sindacali, il campo sarebbe sgombro per l’avvio della trattativa per il rinnovo dei contratti nei quattro comparti (Funzioni centrali, Funzioni locali, Istruzione e Ricerca, Sanità).

Ma c’è un aspetto che appare trascurato dagli addetti ai lavori e riguarda lo stanziamento delle risorse necessarie per la copertura finanziaria dei predetti contratti che riguarderanno il triennio 2016-2018.

Allo stato, infatti, neppure un centesimo è stato stanziato dal governo per l’anno 2018, per cui per colmare questa lacuna sarà necessario aspettare la prossima legge di stabilità, che il Parlamento dovrà varare alla fine dell’anno corrente e solo allora si potrà vedere se i miseri 85 euro lordi medi mensili (indicati nel predetto accordo del 30 novembre) saranno reali, in quanto aventi copertura finanziaria.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“L’hangar rosso”, thriller notevole per non dimenticare la feroce dittatura di Pinochet in Cile

 L’hangar rosso, regia di Juan Pablo Sallato, con Nicolás Zárate (Jorge Silva), Boris Quercia (Oberst...
empty alt

Anna Morandi Manzolini. La signora anatomista

“Donna bella e piena d’ingegno, tratta con vigore i cadaveri e anche le membra in decomposizione,...
empty alt

Temperature elevatissime in tutta Europa, "nuova normalità" nella crisi climatica

Le temperature elevatissime in tutta Europa non sono "picchi", sono eventi ripetuti e durevoli,...
empty alt

Memorandum d'intesa Iran-Stati Uniti, la resa di Trump

Ho aspettato l'annuncio ufficiale dei 14 punti del Memorandum, ma che Trump avesse perso la guerra...
empty alt

“Tuner - L'accordatore”, thriller con un immarcescibile Dustin Hoffman

Tuner - L'accordatore, regia di Daniel Roher, con Leo Woodall (Niki), Dustin Hoffman (Henry), Havana...
empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
Back To Top