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Venerdì, 19 Giu 2026

Dopo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale avvenuta il 7 giugno scorso del decreto legislativo n. 75/2017, fra sette giorni entrerà in vigore quello che, ormai definito “Decreto Madia”, rappresenta il nuovo Testo unico del pubblico impiego.

Tra le novità contenute nel provvedimento adottato dal governo su delega del Parlamento, oltre alle procedure per le stabilizzazioni di personale precario (vedere articolo a parte), numerose sono le altre novità che andremo, di seguito, brevemente a riassumere, che vanno dall’inasprimento delle sanzioni disciplinari alle procedure concorsuali; dal piano triennale dei fabbisogni di personale alla disciplina del lavoro flessibile; dai controlli domiciliari in caso di assenza per malattia alla contrattazione integrativa.

Nell’ampio rimaneggiamento di tutta la normativa in materia disciplinare (articoli da 12 a 18), spicca il licenziamento per scarso rendimento per chi non rispetta gli obblighi di lavoro (e ha già ricevuto sanzioni per questo motivo) e le valutazioni negative della performance, per tre anni di seguito.

In tema di procedure concorsuali, il decreto introduce meccanismi di valutazione volti a dare peso all'esperienza professionale di chi ha già prestato lavoro flessibile per la Pubblica Amministrazione. Inoltre, è prevista la valorizzazione del titolo di dottore di ricerca e la conoscenza della lingua inglese e di altre lingue tra i requisiti di partecipazione o tra i titoli di merito valutabili dalle commissioni giudicatrici.

Tornando al lavoro flessibile, il d.lgs. 75 prevede il divieto a regime per le pubbliche amministrazioni di stipulare contratti di collaborazione.

Quanto alle assenze per malattia, i controlli domiciliari (le cosiddette visite fiscali) verranno disposti, come per i lavoratori privati, dall’Inps e non più dalle Asl. Ma perché la novità entri in vigore, bisognerà attendere un decreto interministeriale, siccome previsto dall’art. 18 del ridetto d.lgs 75.

Infine, anche la disciplina della contrattazione integrativa non viene risparmiata dal decreto Madia che, con l’art. 11 apporta tutta una serie di modificazioni.

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