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Lunedì, 02 Nov 2026

concorso straordinario docentiDopo la sentenza favorevole del Tar, è arrivato – in fase cautelare – un nuovo sì alle prove suppletive riservate per quei candidati che, avendo presentato regolare domanda di partecipazione al concorso straordinario per il reclutamento del personale docente (indetto con D.D.G. 23 aprile 2020 n. 510) della scuola secondaria di I e II grado su posto comune e di sostegno, non hanno potuto essere presenti nei giorni fissati per l’espletamento delle prove medesime, in quanto sottoposti a misura sanitaria di prevenzione causa Covid.

Con ordinanza n.7145, depositata in cancelleria ieri, 14 dicembre, il Consiglio di Stato (Sezione VI), all’esito dell’esame del ricorso in appello proposto dal Ministero dell’Istruzione, Presidenza del Consiglio, Presidenza del Consiglio – Dipartimento della Protezione Civile e Ufficio Scolastico Regionale Lazio, assistiti dall’Avvocatura generale dello Stato, hanno confermato l’ordinanza del Tar del Lazio del 20 novembre scorso.

Per i Giudici di Palazzo Spada, infatti, la misura cautelare “è necessaria per scongiurare il pregiudizio irreparabile di non avere potuto l’odierna appellata partecipare alla sessione d’esame per il relativo insegnamento nella Regione Lazio, fissata per il giorno 29 ottobre 2020, in quanto sottoposta a misura sanitaria di prevenzione”.

Inoltre, “contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa erariale il periculum è attuale, in quanto solo con la conferma della citata misura propulsiva può essere soddisfatto ‒ in via interinale ‒ l’interesse dell’istante a partecipare alla selezione prima che questa si concluda definitivamente”.

Ed infine, “la fissazione di una sessione aggiuntiva, peraltro, non pare possa ingenerare disagi organizzativi al Ministero resistente, soprattutto tenuto conto che l’art. 1, comma 10, lettera z), del DPCM 3 dicembre 2020, ha comunque disposto la proroga della sospensione delle procedure concorsuali fino al 15 gennaio 2020”.

Forse il Ministero,con un po' più di bunsenso, stante l’emergenza sanitaria in essere, avrebbe dovuto ab initio prevedere una sessione suppletiva per quei candidati che avessero dimostrato di non poter partecipare alle prove d’esame perché in isolamento a causa del coronavirus, così evitando agli stessi di farsi carico delle spese e dello stress per gli inevitabili ricorsi e alla macchina della giustizia amministrativa di essere raggiunta da un considerevole numero di fascicoli non proprio necessari, stante le motivazioni espresse dal Consiglio di Stato. Ma tant’è!

Rocco Tritto

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