Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 15 Giu 2026

Data center 3 CanvaDei data center, che ormai spuntano come funghi da ogni dove, si conosceva la straordinaria fame di energia. Meno nota è quella di risorse finanziarie, anche se, ovviamente, le due cose vanno di pari passo.

Sicché dobbiamo essere grati al Fondo monetario internazionale che ci ha messo nella condizione di saperne di più. E già la scelta di dedicare al tema un breve approfondimento nel suo Global financial stability report ci dice quello che c’è da sapere. Ossia che i data center non fanno solo scricchiolare la rete elettrica con i loro consumi di corrente elettrica, ma anche quella finanziaria che è chiamata a sostenere il loro fabbisogno di finanziamenti. Non solo. Queste entità sono divenute attori di primo piano nel settore commerciale del real estate. Non hanno solo bisogno di molta energia e di molti soldi: hanno bisogno anche di molto spazio.

Il combinato disposto di questi bisogni è un elefante che si muove senza troppi riguardi nella cristalleria del nostro sistema finanziario, emettendo grossi barriti in forma di debito più o meno volatile.

I previsori si aspettano che la domanda di spazi per data center raggiunga un picco quest’anno. Finora il grosso di questa domanda si è concentrata in Nord America, ma ormai si moltiplicano i segnali di espansione in altre aree geografiche che spaziano dall’Asia all’Africa, passando da Europa e Medio Oriente, seppure con molte differenze. In alcune zone, i vincoli della rete elettrica ne impediscono lo sviluppo. E poi ci sono i limiti strutturali dell’oggetto “data center”, fortemente esposto a rischi di concentrazione ma anche di rapida obsolescenza.
 

In ogni caso, rimangono i fabbisogni. Il livello di investimenti richiesto, scrive il Fmi “è ben oltre il cash flow degli hyperscalers (i grandi soggetti hi tech che agiscono nel mercato, ndr) e la loro capacità di emissione”. Si stanno sviluppando forme di securization, ma siamo ancora livelli non sufficienti a colmare il notevole funding gap (vedi grafico sopra a sinistra).

Dal 2018 sono stati emessi appena 46 miliardi di titoli, il 70 per cento dei quali in asset-backed security e il 30% in commercial mortgage-backed security. Carta che ha avuto un boom nel corso del 2025 e si prevede arrivi a 150 miliardi di emissioni nel 2028.

Al centro di questo mercato ci sono sempre le banche commerciali, ovviamente. Ma ormai fa sempre più capolino il segmento del private credit, di cui abbiamo parlato altre volte.

In sostanza, col crescere dei fabbisogni aumenta anche la complessità – e quindi il rischio – dei metodi per soddisfarli. E questo spiega perché il Fmi se ne occupi nel suo rapporto dedicato alla stabilità finanziaria. “Una drastica riduzione della spesa in conto capitale per l’intelligenza artificiale, combinata con una stretta creditizia prociclica, potrebbe esporre i finanziatori dei data center al rischio di rifinanziamento e trasmettere le tensioni attraverso i crescenti legami delle banche con il credito privato e altre istituzioni finanziarie non bancarie”, sottolinea. Per dirla diversamente, abbiamo acceso l’ennesima miccia sotto i nostri piedi.

Maurizio Sgroi
giornalista socioeconomico
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Alexandra David-Néel, pioniera del dialogo tra Buddismo e Occidente

Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, una silenziosa rivoluzione attraversò il...
empty alt

Libertà per Domenico Centrone, Dina Alberizia e tutti gli attivisti della Global Sumud Flotilla

Dal 2010, openPetition aiuta le persone a promuovere il cambiamento. Come piattaforma di...
empty alt

La strozzatura di Hormuz inizia a fare vedere i suoi effetti

La strozzatura di Hormuz inizia a fare vedere i suoi effetti, viene da dire, sfogliando l’ultimo...
empty alt

Rapporto Anvur: Università di Firenze al top in Italia per qualità della ricerca

Nei giorni scorsi è stato presentato il Rapporto finale della Valutazione della Qualità della Ricerca...
empty alt

Arriva l’estate, riaprono i siti naturalistici e culturali gestiti da Fondation Grand Paradis

Riaprono per la stagione estiva i siti naturalistici e culturali gestiti da Fondation Grand...
empty alt

Altro che dazi, è l’IA che spinge gli investimenti verso gli Usa

Fra le millemila cose che il presidente Usa ha detto al mondo, quella che i dazi avrebbero...
Back To Top