Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 27 Feb 2026

di Roberto Tomei

Trent'anni di pensiero unico e di adorazione del libero mercato ci hanno fatto precipitare in una crisi più buia e duratura della Grande Depressione del 1929.

I ceti popolari sono sotto assedio in tutto il mondo e la middle class è ridotta quasi in miseria persino negli Stati Uniti. Ora che libertà e prosperità non sono più all'orizzonte, la promozione della società dei consumi si delinea soltanto come un grande disegno che ha perso il suo fascino.

A monte del fallimento del programma globalizzatore c'è stata la pretesa di governare il mondo intero con l'unico meccanismo del libero mercato, applicato indiscriminatamente a ogni classe sociale, popolazione e territorio.

L'economia ridotta a tecnica della crescita, gestita secondo la più bieca omologazione di individui e stati, trattando in modo uguale ogni sorta di diversità. Il paradosso è che a risolvere la crisi sono chiamati gli stessi che l'hanno causata, i quali continuano ad adottare i soliti accorgimenti, dimenticando che a ripetere le stesse azioni non possono ottenersi risultati diversi.

Le hanno tentate e le stanno tentando tutte: dalle manovre sui tassi di interesse alle liberalizzazioni, dalla vendita di immobili pubblici all'innalzamento dell'età pensionabile. Ora è la volta della maggiore flessibilità del lavoro, nota da noi come dibattito sull'art.18 e dintorni, tutto proiettato al malcelato obiettivo di creare sempre meno lavoro a fronte di  una maggiore produttività, così da non rischiare una diminuzione del volume del profitto.

Eppure, nonostante tutte le cure, la crisi incombe e si propaga sempre più.

Al punto in cui siamo, c'è solo da augurarsi che si sviluppi e si rafforzi una diversa cultura critica, capace di immaginare nuovi orizzonti per le nostre società.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
empty alt

L’istruzione delle donne, un percorso a ostacoli

Il 18 febbraio 1938, una legge approvata in Francia consentì finalmente alle donne di iscriversi...
empty alt

Referendum giustizia, a rimetterci solo noi comuni cittadini

“Questa volta il giudice sei tu! Vota Sì” ,“La legge sarà uguale per tutti. Vota Sì”. Sono solo due...
Back To Top