Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 23 Mar 2026

di Adriana Spera

All'esordio del Governo Monti, mentre i più osannavano l'arrivo dei tecnici salvatori della patria e dell'onorabilità italica agli occhi del mondo, fummo facili profeti nel dire che sarebbe stato un esecutivo in continuità con il precedente e che i provvedimenti proposti avrebbero peggiorato lo stato dell'economia.

Dopo cinque mesi, le nostre previsioni sono tutte confermate, gli indicatori economici sono tutti negativi, crescono disoccupazione, debito e spread, le diseguaglianze si sono accentuate.

L'aumento della pressione fiscale e i tagli sul welfare hanno pesato soprattutto sui più poveri che stanno peggio di prima, come conferma una ricerca di cui è coautore il nostro editorialista Franco Mostacci, pubblicata su lavoce.info e ripresa da Repubblica di domenica scorsa.

L'iniqua riforma sulle pensioni ha cancellato opportunità occupazionali per circa 200mila giovani. Un governo tecnico ultraliberista con i deboli e "protezionista" con i poteri forti come hanno dimostrato, dapprima il decreto sulle liberalizzazioni - che produrrà solo la svendita dei beni comuni e dei servizi pubblici, in barba all'esito della consultazione referendaria dello scorso anno - e, da ultimo, la "riforma" del lavoro.

Un provvedimento, quest'ultimo, che andrà a peggiorare ulteriormente quelle distorsioni che hanno prodotto la mancanza di competitività dell'economia italiana.

La cosiddetta flessibilità, introdotta dal pacchetto Treu e peggiorata dalla legge Biagi, prevedendo oltre 40 tipologie contrattuali e una precarietà diffusa (l'80% dei nuovi contratti) ha tolto professionalità ai lavoratori.

Fattori che, uniti alla mancanza di investimenti dell'imprenditoria italiana, di investimenti pubblici per infrastrutture e alla infiltrazione delle mafie nel tessuto economico, sono le vere cause della crisi di produzione. Altro che articolo 18.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Ricerca UniPi: salari minimi e massimi per contrastare le disuguaglianze

Regolare i salari, introducendo un limite minimo e massimo, può ridurre le disuguaglianze senza...
empty alt

“Diario di scuola”, una storia vera di solitudine, abbandono, prevaricazione

Diario di scuola. Una storia vera, di Pierpaolo Palladino - Edizioni San Paolo –...
empty alt

L’inarrestabile crescita del debito dei paesi emergenti

Saranno pure paesi emergenti, ma sulla strada del debito non hanno nulla da imparare da quelli...
empty alt

Debito comune UE in crescita, ma in maniera silenziosa

Zitto zitto e lento lento, il debito comune dell’Ue fa capolino sui mercati, grazie soprattutto...
empty alt

Pi Greco Day, spettacolare celebrazione dell’Università di Pisa

Per il Pi Day, l’Università di Pisa ha scelto un omaggio originale e spettacolare: un gigantesco...
empty alt

Contraddizioni italiane, l’occupazione cresce ma il Pil è quasi fermo

I conti economici del 2025 restituiscono un quadro in chiaroscuro dell’economia italiana. Da un...
Back To Top