Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 04 Apr 2026

di Adriana Spera

Un tempo patria del diritto, soprattutto dopo l’esplosione della globalizzazione il nostro paese è diventato via via tributario nei confronti degli altri ordinamenti, specie di quello anglosassone, di nuovi istituti giuridici, in particolare nella materia del diritto commerciale.

Poteva, e forse doveva, accadere lo stesso anche per il fenomeno delle lobby, già noto prima della recente globalizzazione, ma, per un motivo o per l’altro, esso è rimasto confinato nell’ambito sociologico, restando fuori da quello del diritto.

In disparte la querelle sull’origine del termine lobby - se derivi cioè dal latino medievale lobia, ossia loggia, portico, ovvero dall’antico tedesco lauba, ossia deposito di documenti - è certo che, nel suo significato attuale, esso nasce nel XIX secolo, in Inghilterra, a indicare quello spazio del parlamento in cui i rappresentanti dei gruppi di pressione cercavano di contattare i membri del parlamento stesso.

E’ da un bel po’, dunque, che le lobby esistono. Fuori del nostro paese ne hanno preso atto da tempo e le hanno regolamentate, così da poter controllare quello che andavano facendo. Ci sono pure da noi, il parlamento lo sa, ma non è riuscito a disciplinarle. Non che non ci abbia provato; ci prova, anzi, dal 1948 ma senza successo, come testimoniano le decine di proposte mai trasformate in legge.

Qui siamo al paradosso. Mentre manca, infatti, una normativa nazionale, ci sono regioni (la Toscana, il Molise, l’Abruzzo) che nel frattempo la loro legge se la sono data e altre (Calabria, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto) dove testi di legge sulla materia sono stati presentati.

Tra questi e le proposte (si dice, una cinquantina) avanzate, senza esito, al parlamento nazionale, basi di partenza proprio non mancano. Si tratta, perciò, soltanto di trovare la strada per concludere qualcosa di concreto, individuando giusti punti di equilibrio tra legalità, trasparenza e attività lobbistica, sottoponendo quest’ultima a un preciso e rigoroso codice deontologico.

Qualche settimana fa, pare che il governo abbia avviato una “discussione programmatica” sul tema.

Al di là di qualsiasi considerazione, per l’Italia è ora di colmare un gap con le altre democrazie occidentali, stoppando, finalmente e una volta per tutte, l’attività di corsari e uomini mascherati.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Aritmie gravi: impiantato elettrocatetere da defibrillazione più piccolo al mondo

A poche settimane dall’autorizzazione degli enti regolatori europei all’utilizzo nella pratica...
empty alt

Referendum 2026, stravince il NO nelle grandi città grazie agli elettori a minor reddito

L’analisi dei flussi elettorali rispetto al reddito nei quartieri delle grandi città, fornisce...
empty alt

Elezioni all’estero, unico segnale confortante dalla Francia

Mentre il No trionfava in Italia, all'estero si votava in Slovenia parlamentari, in Germania nella...
empty alt

Alzheimer e corrente elettrica: nuovo studio sull’evoluzione della malattia

La demenza di Alzheimer è la più frequente tra le malattie neurodegenerative e, con l’aumento...
empty alt

“Lo straniero”, film tratto dall’omonimo romanzo di Albert Camus

Lo straniero, regia di François Ozon, con Benjamin Voisin (Meursault), Rebecca Marder (Marie...
empty alt

Ricerca UniPi: salari minimi e massimi per contrastare le disuguaglianze

Regolare i salari, introducendo un limite minimo e massimo, può ridurre le disuguaglianze senza...
Back To Top