Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 29 Ott 2026

Lesta nel dar vita, alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, all’università di massa, la nostra classe politica si è poi irrimediabilmente impantanata quando si è trattato di gestirla. Non soltanto per tutto quanto riguardava l’accresciuto numero di studenti, che pose in particolare grandi problemi di edilizia scolastica, ma soprattutto per ciò che atteneva al reclutamento dei nuovi docenti, il cui sistema di selezione iniziò vieppiù a suscitare polemiche a non finire, ben presto uscite dalle ovattate aule accademiche, per diventare sempre più di pubblico dominio.

Con l’ultimo sistema di selezione, quello dell’Abilitazione scientifica nazionale, c’è stato ora un salto di qualità, ma all’indietro, visto che alle polemiche, sempre più feroci e diffuse, è seguita una miriade di ricorsi, laddove in passato tali “scomposte” reazioni venivano regolarmente “silenziate” preventivamente, in quanto fatte” rientrare” all’interno del mondo accademico, secondo la consumata formula manzoniana del “troncare, sopire”.

Puntuale sismografo di tutto quanto sta avvenendo, Il Foglietto ha dato e continua a dare voce al disagio di coloro che, sentendosi, loro malgrado, catapultati in concorsi a dir poco surreali, hanno deciso, nelle forme più diverse, di non tacere l’inquietudine da cui sono stati assaliti.

Questa valanga di proteste ha investito due ministri, ossia Maria Chiara Carrozza e Stefania Giannini, entrambi provenienti dal mondo accademico, di cui hanno scalato il gradino più alto, quello di rettore.

Era dunque naturale chiedersi chi meglio di loro sarebbe potuto intervenire, con quella tempestività che l’urgenza dei problemi richiede, oltre che con l’indiscussa conoscenza di un mondo che è quello in cui hanno sempre vissuto.

Di fronte a una miriade di casi, che quasi non si contano più, per difendere, come si dovrebbe, il prestigio e l’immagine dell’istituzione universitaria qualche colpo, se necessario più di uno e di una certa efficacia, (andava) va battuto.

L’hanno capito anche per la vicenda dell’Expo 2015 di Milano, che non si può lasciare soltanto ai giudici la soluzione dei problemi, ma che questi vanno affrontati e risolti innanzitutto attraverso precise iniziative di carattere politico-amministrativo, che risultino capaci di rimettere in moto e garantire al meglio la funzionalità del sistema.

La cosa peggiore sarebbe quella di far finta di niente, restando in attesa che si spengano gli echi delle polemiche.

L’inerzia sinora serbata sul catastrofico andamento delle abilitazioni scientifiche nazionali comincia a essere inquietante.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

“Un tranquillo funerale di famiglia”, commedia di costume con un eccellente cast

Un tranquillo funerale di famiglia, regia di Massimiliano Bruno, con Claudia Pandolfi, Pietro...
empty alt

Il conto del carovita lo pagano i più poveri e gli “sconti” alla pompa non funzionano

Poiché ci troviamo di nuovo nel bel mezzo di una crisi energetica – la seconda in pochi anni – che...
empty alt

Sanità, Corte dei conti: risorse e interventi per ridurre le liste di attesa

La Sezione centrale di controllo sulla gestione delle amministrazioni dello Stato della Corte dei...
empty alt

“Tortura e genocidio”, il contrastato Rapporto di Francesca Albanese

Tortura e genocidio. Rapporto della Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei...
empty alt

La geometria che salva le foreste: come la disposizione degli alberi protegge la biodiversità

Quali specie rischiano maggiormente di sparire da un ecosistema? La risposta più logica...
Back To Top