Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 19 Set 2026

Lesta nel dar vita, alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, all’università di massa, la nostra classe politica si è poi irrimediabilmente impantanata quando si è trattato di gestirla. Non soltanto per tutto quanto riguardava l’accresciuto numero di studenti, che pose in particolare grandi problemi di edilizia scolastica, ma soprattutto per ciò che atteneva al reclutamento dei nuovi docenti, il cui sistema di selezione iniziò vieppiù a suscitare polemiche a non finire, ben presto uscite dalle ovattate aule accademiche, per diventare sempre più di pubblico dominio.

Con l’ultimo sistema di selezione, quello dell’Abilitazione scientifica nazionale, c’è stato ora un salto di qualità, ma all’indietro, visto che alle polemiche, sempre più feroci e diffuse, è seguita una miriade di ricorsi, laddove in passato tali “scomposte” reazioni venivano regolarmente “silenziate” preventivamente, in quanto fatte” rientrare” all’interno del mondo accademico, secondo la consumata formula manzoniana del “troncare, sopire”.

Puntuale sismografo di tutto quanto sta avvenendo, Il Foglietto ha dato e continua a dare voce al disagio di coloro che, sentendosi, loro malgrado, catapultati in concorsi a dir poco surreali, hanno deciso, nelle forme più diverse, di non tacere l’inquietudine da cui sono stati assaliti.

Questa valanga di proteste ha investito due ministri, ossia Maria Chiara Carrozza e Stefania Giannini, entrambi provenienti dal mondo accademico, di cui hanno scalato il gradino più alto, quello di rettore.

Era dunque naturale chiedersi chi meglio di loro sarebbe potuto intervenire, con quella tempestività che l’urgenza dei problemi richiede, oltre che con l’indiscussa conoscenza di un mondo che è quello in cui hanno sempre vissuto.

Di fronte a una miriade di casi, che quasi non si contano più, per difendere, come si dovrebbe, il prestigio e l’immagine dell’istituzione universitaria qualche colpo, se necessario più di uno e di una certa efficacia, (andava) va battuto.

L’hanno capito anche per la vicenda dell’Expo 2015 di Milano, che non si può lasciare soltanto ai giudici la soluzione dei problemi, ma che questi vanno affrontati e risolti innanzitutto attraverso precise iniziative di carattere politico-amministrativo, che risultino capaci di rimettere in moto e garantire al meglio la funzionalità del sistema.

La cosa peggiore sarebbe quella di far finta di niente, restando in attesa che si spengano gli echi delle polemiche.

L’inerzia sinora serbata sul catastrofico andamento delle abilitazioni scientifiche nazionali comincia a essere inquietante.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

I giganti dell’IA escono allo scoperto sulla regolamentazione: la contraddizione nascosta

Prima Dario Amodei, CEO di Anthropic, poi Sam Altman, CEO di OpenAI, e infine Elon Musk, alla...
empty alt

A Pescara, conferenza con lo scienziato Paolo Pileri, strenuo difensore delle qualità ecologiche del suolo

Sabato prossimo, 19 settembre, a Pescara, ci sarà una conferenza con Paolo Pileri, scrittore e...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
Back To Top