Giornale on-line fondato nel 2004

Venerdì, 27 Feb 2026

Poiché ancora conserva una certa posizione nel concerto delle nazioni, ogni tanto l’Italia si coalizza con i suoi alleati storici (quelli, insomma, degli ultimi settant’anni) per compiere operazioni di pace, che si realizzano sempre con qualche guerra.

L’ultima coalizione in cui il nostro paese è entrato, anche se non è stato ben chiarito con quale ruolo, è quella contro l’Isis, cioè i sostenitori del Califfato. Era naturale, perciò, attendersi che l’Italia medesima entrasse nel mirino degli estremisti islamici, che infatti hanno indirizzato subito un messaggio (che voleva essere) shock: ”Prenderemo la vostra Roma, distruggeremo la croce e prenderemo le vostre donne”.

Tutto può accadere, per carità; del resto, non sarebbe la prima volta. Dai primi barbari fino a oggi, Roma ne ha viste tante. Ha finito così per farci il callo, ma meglio sarebbe dire il sarcasmo.

L’aspetto singolare della vicenda sta proprio qui, ossia nell’olimpico distacco e nella sottile ironia con i quali i romani stanno reagendo alla terribile minaccia. Dove è evidente che romano non designa l’appartenenza a un territorio ma una condizione dello spirito, maturata grazia a una storia millenaria.

A parte la croce, forse consapevoli che si scherza con i fanti ma occorre lasciar stare i santi e i simboli connessi, i romani hanno fatto salaci, talora sardonici, commenti sul pericolo che incombe sull’urbe, prendendo equamente di mira i politici, le donne e la stessa città eterna.

Ma i commenti più simpatici sono quelli sulla città di Roma : ”…nun  pijate er raccordo che restate imbottijati”; “nun fate via Nazionale che è piena de buche”; “scegliete un giorno che non c’è lo sciopero”; “tanto restate bloccati dai lavori della metro C”.

Il commento più simpatico di tutti, però, è un misto di Flaiano e Venditti: “Tempo mezz’ora e diventano romani pure loro, se fumano una sigaretta e pensano: vabbè, mo se dovemo mette a taja  capocce ma a chi je va o famo domani”.

Difficile trovare un’altra capitale in cui una minaccia come questa venga vissuta così. Forse è un po’ troppo. O no!?!

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

La situazione in Ucraina a quattro anni dall'inizio della guerra

Il 3 marzo del 2022 ho scritto un articolo il cui titolo diceva: "Tocca all'Europa non alla Nato"....
empty alt

I dazi ideologici USA in due secoli hanno prodotto solo recessione

Se avete voglia di convincervi della dannosità dei dazi per un’economia avanzata, potete dedicare...
empty alt

“Basta favori ai mercanti d’armi”, giù le mani dalle legge 185/90

Le organizzazioni promotrici della campagna “Basta favori ai mercanti di armi” hanno espresso...
empty alt

Locali inidonei, rifiuto di svolgere attività lavorativa, nullità del licenziamento

Con ordinanza n. 3145 del 12 febbraio 2026, la Corte di cassazione ha rigettato il ricorso...
empty alt

L’istruzione delle donne, un percorso a ostacoli

Il 18 febbraio 1938, una legge approvata in Francia consentì finalmente alle donne di iscriversi...
empty alt

Referendum giustizia, a rimetterci solo noi comuni cittadini

“Questa volta il giudice sei tu! Vota Sì” ,“La legge sarà uguale per tutti. Vota Sì”. Sono solo due...
Back To Top