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Lunedì, 31 Ago 2026

Nel 2014 i prezzi al consumo sono rimasti praticamente fermi (+0,2%), riportando le lancette del tempo al 1959, quando  si registrò una diminuzione di 0,5%. Le cause della deflazione di oggi sono però legate alla crisi economica e, quindi, completamente diverse da quelle di 55 anni fa.

Ad azzerare l’inflazione ci hanno pensato soprattutto i beni energetici, che beneficiano del crollo del prezzo in dollari del barile di petrolio. La componente di fondo o core inflation resta, infatti, positiva (+0,7%). Ciò sta a significare che, escludendo dal calcolo i beni i cui prezzi presentano una elevata volatilità sia al ribasso (come ora) che al rialzo (in passato), resta un’inflazione moderatamente positiva.

Più in dettaglio, il prezzo dei beni energetici e dei prodotti alimentari freschi (le due componenti escluse dal calcolo della core inflation) è diminuito del 2,2%, ma i servizi sono aumentati di 0,9% e gli altri beni di 0,4%. Nonostante lo spettro della deflazione ci sono stati, quindi, anche nel 2014, margini di aumenti per molti prodotti del paniere.

In termini di contributi alla variazione media annua, a far aumentare l’inflazione ci hanno pensato soprattutto numerosi servizi, tra cui diverse spese per l'abitazione, l’acquisto di automobili e i pedaggi autostradali; ma a ridurla hanno contribuito la bolletta del gas e i combustibili per le auto (gasolio, benzina verde, gas), ma anche le spese per i telefoni cellulari, l'oreficeria, i medicinali di fascia A rimborsati dal servizio sanitario nazionale e le assicurazioni per le automobili.

Il raggruppamento che nel 2014 ha inciso maggiormente sull'inflazione è quello dei servizi (+0,4%); ma un apporto positivo è venuto anche dalle automobili (+0,1% ) e dagli altri beni (+0,1%). Nullo il contributo di alimentari e bevande, mentre i beni energetici (-0,3%) e i tecnologici (-0,1%) hanno provveduto a raffreddarla.

* www.francomostacci.it
twitter: @frankoball

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