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Giovedì, 29 Ott 2026

L'urbanista Aldo Loris Rossi in un suo intervento su La Repubblica-Napoli (16 gennaio 2015: La rigenerazione urbana della "Zona Rossa") fa considerazioni di carattere urbanistico per l’area flegrea, a commento dell’estensione della Zona Rossa dei Campi Flegrei.

Non intendo entrare nel merito di aspetti urbanistici, ma delle affermazioni attribuite all'Assessore Regionale alla Protezione Civile, Prof. Edoardo Cosenza, che avrebbe dichiarato (16 aprile 2014), quanto segue: "Se guardiamo alla storia degli ultimi 4 mila anni é possibile - non probabile, ma possibile - che si apra una bocca eruttiva spostata verso Fuorigrotta. Per questo sicuramente ci sarà un'estensione della "Zona Rossa" al di là di Agnano, Bagnoli e Fuorigrotta. Ricadranno nel perimetro a rischio anche Posillipo a parte Chiaia, o tutta quest'ultima".

Resto sbalordito da tanta sicurezza, a fronte di una pura "congettura" vulcanologica, perché nella sostanza si tratta certamente di una esagerazione senza alcun fondamento scientifico. L'ultima eruzione di grandissima energia avvenuta nei Campi Flegrei é stata quella nota nella letteratura scientifica come Agnano-Monte Spina, verificatasi appunto circa 4.100 anni fa.

Successivamente a questa eruzione si sono poi verificate altre sette eruzioni di magnitudo molto inferiore (con età fra circa 4.100 e 3.800 anni), delle quali l’ultima in epoca storica è quella del Monte Nuovo nel 1538, piccola, e direi quasi innocua.

E’ noto agli addetti ai lavori che in un campo vulcanico quale quello Flegreo la previsione della zona di apertura di una bocca eruttiva è una operazione caratterizzata da notevole difficoltà ed incertezza, che poco si concilia con le considerazioni del Prof. Cosenza circa la possibilità di una futura eruzione nella zona di Fuorigrotta. Evidentemente le sue affermazioni  si  basano sui pareri degli esperti di cui si avvale la Protezione Civile Regionale (e Nazionale), vale a dire gli stessi che nulla dicono in merito alla scellerata ubicazione dell'Ospedale del Mare alle falde del Vesuvio, e che hanno proposto sondaggi profondi nell’area di Bagnoli (e quindi, stando alle affermazioni del Prof. Cosenza, nella zona di possibile apertura di una nuova bocca eruttiva) per "la scoperta di risorse geotermiche" nella città di Napoli.

Ma se, per assurdo, si prendesse a riferimento come possibile nei Campi Flegrei lo scenario di una eruzione simile a quella di circa 4.100 anni fa, allora nella Zona Rossa andrebbe inclusa TUTTA la zona urbana di Napoli, estesa alla sua provincia orientale e ad ampie zone della provincia di Avellino.

Per la Zona Flegrea, invoco la stessa strategia che propongo per il Vesuvio: la redazione di progetti urbanistici, che prevedano la costruzione di ampie vie di fuga, e non solo la strategia della "salvifica resilienza" (richiamata in altre affermazioni del Prefetto Gabrielli), che dovrebbe aprire la porta per la costruzione chissà di quanti altri Ospedali, tipo quello del Mare, al Vesuvio.

* Professore Ordinario in Geochimica Ambientale presso l'Università di Napoli Federico II e Adjunct prof. presso Virginia Tech, Blacksburg, VA, USA

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