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Venerdì, 28 Ago 2026

altLa settimana scorsa settimana è stata annunciata dai giornali la volontà di fondare un Partito Repubblicano di stampo Americano da parte dell'attuale leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

Nel recente passato, nel campo opposto, con il Partito Democratico, ugualmente ci si è ispirati agli Stati Uniti d’America.

Si tratta palesemente di operazioni di pura facciata, non avendo né il nascente Partito Repubblicano Berlusconiano né quello Democratico nulla a che vedere con la logica e la cultura che c'è dietro i due Partiti Americani.

La differenza sostanziale che c'è fra i Repubblicani/Democratici Americani e quelli Italiani è che alla base dei Partiti Americani c'è una impostazione culturale Luterana-Puritana, mentre alla base di quelli Italiani c'è la cultura Cattolica.

Nella cultura Luterana-Puritana c'è l'etica personale, in quella Cattolica semplicemente questo valore non esiste … senza che ci sia bisogno di girarci intorno.

Quale delle due culture produca migliori risultati per un intero popolo, dipende dai punti di vista. Prima di evocare, quindi, scimmiottandone forme partitiche che non ci "appartengono", cerchiamo di far funzionare al meglio quello che è parte della nostra millenaria cultura. Se si riuscisse a farlo,  sarebbe sicuramente un grosso risultato per il nostro Paese.

Lo stesso discorso vale anche per l'Università, come vado sostenendo da tempo.

Ho sempre criticato, e continuo a farlo continuamente sulle pagine del Foglietto, il sistema Universitario Italiano che, nella forma, attua a getto continuo "riforme", richiamandosi sempre e comunque a quanto si fa nella mitica America.

Nella sostanza, non si vogliono però scardinare i privilegi medievali sui quali si fonda e continua a prosperare l'Accademia Italiana. Anche qui alla base c'è lo stesso problema che ho richiamato per la "nascita" di nuovi Partiti: quello etico.

Negli Usa, infatti, le Università nascono in funzione degli interessi degli studenti (e, quindi, della società); in Italia, invece, prosperano intorno agli interessi della corporazione dei Docenti. E guai a mettere in discussione qualcuno dei tanti privilegi della corporazione accademica ... nessuno molla niente.

In una Università moderna non è nemmeno pensabile che possa concepirsi l'esistenza e, quindi, la difesa ad oltranza dei Settori Scientifico Disciplinari (SSD), ma in Italia è la norma. E se si parla con la maggioranza dei Docenti, moltissimi si dichiarano strenuamente e convintamente Democratici (all'Americana), ma nello stesso tempo sono difensori altrettanto convinti dell'irrinunciabilità dei SSD, che in realtà non rappresentano null'altro che il perdurare delle corporazioni fasciste nelle Università e, sotto altra forma, nella società Italiana. L’esistenza e lo strapotere degli Ordini professionali ne sono un fulgido esempio.

Il Governo Monti, tra le rarissime cose positive che ha fatto, aveva lanciato un referendum in ambito universitario per stabilire se la maggioranza fosse favorevole all'eliminazione del valore legale della Laurea (altro baluardo corporativo), ma la maggioranza ha sonoramente bocciato l'idea considerata balzana.

Eppure, si tratterebbe di una "riforma" a costo zero!

In Italia, che non ha mai conosciuto la "rivoluzione borghese", si fanno solo grandi polveroni. Tutti sono maestri nel brandire slogan mediatici, che non toccano mai la sostanza, vale a dire la messa in discussione di privilegi acquisiti, ai quali nessuno, sia a destra che a sinistra, vuole rinunciare.

*Professore Ordinario in Geochimica Ambientale presso l'Università di Napoli Federico II e Adjunct prof. presso Virginia Tech, Blacksburg, VA, USA

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