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Lunedì, 16 Mar 2026

altLa vicenda degli “impresentabili” decretati dalla Commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi è il segno del livello di ridicolaggine al quale si è ridotta la politica in Italia. E a giocare un ruolo primario in questa poco presentabile vicenda è quello che succede all'interno del Partito Democratico.

Sono sempre stato un convinto assertore del fatto che i problemi della politica non possono essere risolti dalla Magistratura, che dovrebbe essere un organo assolutamente autonomo rispetto alla politica, i Giudici non possono sostituirsi ad essa.

Questo è quanto sostiene da tempo il Giudice Pier Camillo Davigo. L'incapacità della politica di risolvere con regole comportamentali le loro questioni, che dovrebbero prescindere dalle azioni giudiziarie, invece fa sì che i Giudici diventino arbitri della politica, questo anche indipendentemente dallo loro volontà. Si tratta di un motivo dominante della politica Italiana negli ultimi 20 anni. Un conto sono le sentenze definitive, altro conto sono le indagini e i processi in corso. Dico anche che un conto sono le assoluzioni per prescrizione altro le assoluzioni con processo.

Nella mia visione, un politico non dovrebbe accettare una risoluzione di un processo che lo riguarda per prescrizione, ma dovrebbe accettare di essere giudicato con una sentenza che entri nel merito delle accuse. Cosa che mi sembra abbia fatto De Luca per il processo che lo riguarda.

Mi chiedo: i delinquenti ci sono sempre stati, ma come mai nel passato la Politica era molto più efficiente nel tenerli lontani dai Partiti? Insomma, le figure poco trasparenti sono ben note a tutti nella società civile. Se i Partiti non sono capaci di filtrarli a monte è semplicemente perché non c'è la volontà di farlo. Ovviamente questo vale per tutti i Partiti.

Se, nello specifico, il Partito Democratico indice delle primarie e consente ad un "impresentabile" di candidarsi, non può poi decidere, attraverso il Presidente della Commissione Antimafia, appunto Rosy Bindi, che è in contrasto con la leadership del Partito del quale fa parte, di presentare una lista di Impresentabili 24 ore prima delle elezioni.

Che si tratti di un regolamento di conti tutto interno al Partito Democratico penso sia chiarissimo a tutti e molto probabilmente la performance della Bindi non ha avuto molta influenza sul voto. Penso, infatti, che questo intervento a gamba tesa abbia portato maggiori consensi a De Luca.

Se il candidato De Luca fosse stato impresentabile non sarebbe stato il caso di deciderlo a monte del rito, per me fasullo per come è concepito, delle Primarie? E poi, di grazia, chi sarebbe stato il Presentabile del Partito Democratico? L'altro candidato che si era presentato alle Primarie in Campania, alias un Signore che era stato primo attore nella vicenda del voto "comprato" degli extracomunitari delle Primarie a Sindaco di Napoli?

Come osserva Saviano, non si crea un ulteriore corto circuito fra ruolo e funzione della Commissione Antimafia, Potere Giudiziario e Politica, laddove si rischia di rendere "lo strumento antimafia non più un delicato spazio in cui tradurre i dati giudiziari in dibattito politico, ma al contrario un tentativo di camuffare una decisione politica in risultato giudiziario"?

Tra l'altro, da quanto si legge sulla stampa, altri Commissari Antimafia (Marco Di Lello) smentiscono completamente la Bindi in quanto sembra che la lista, tirata fuori all'ultimo momento, non sia stata per nulla discussa in Commissione Antimafia.

Da cittadino, vedo che ancora una volta nel nostra Paese le regole vanno bene se applicate ad altri, mai a se stessi.

Nello specifico, la Bindi, ma nel portare avanti questa battaglia (condivisibile o meno che fosse), considerati i suoi sei mandati parlamentari (se non  sbaglio in numero), non avrebbe dovuto, tanto per dare un esempio di coerenza, prima di tutto dimettersi?

Insomma, le regole ci devono essere, ma devono riguardare prima di tutto per gli altri …

*Professore Ordinario in Geochimica Ambientale presso l'Università di Napoli Federico II e Adjunct prof. presso Virginia Tech, Blacksburg, VA, USA

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