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Sabato, 07 Feb 2026

Giorgia Meloni cerca di manovrare il più possibile per nascondere il segno socialmente antipopolare del suo governo. Come diceva Lincoln, "Potete ingannare tutti per qualche tempo e alcuni per tutto il tempo, ma non potete ingannare tutti per tutto il tempo".

Sono i fatti a parlare: abolizione del reddito di cittadinanza, peggioramento della Fornero sulle pensioni - con buona pace dello scalmanato Salvini -, taglio degli asili nido al sud, tanto per aiutare le mamme che lavorano e favorire l'occupazione femminile, taglio della sanità, rifiuto del salario minimo, ripristino delle accise sui carburanti e degli oneri di sistema per quelle elettriche ecc..

L'elenco potrebbe allungarsi con i micro tagli in tanti settori e categorie di cittadini poveri e bisognosi con un accanimento degno di miglior causa. Non a caso la povertà è cresciuta raggiungendo la vetta di circa 6 milioni di persone.

In simile panorama, ci si aspetterebbe che le opposizioni, almeno il nucleo essenziale di Pd, M5s e Avs, facessero insieme una contromanovra economica alternativa a quella del governo Meloni-Salvini. Invece ognuno va per la sua strada con proposte sue proprie.

Dopo la convergenza su salario minimo si aspetta ancora quella sulla Sanità, altro tema sentitissimo dagli italiani, soprattutto meno abbienti. Non che sulla manovra meloniana e giorgettiana manchino le controproposte delle varie opposizioni, anzi ce n'è una girandola, ma di cose unitarie tali da risvegliare la fiducia innanzitutto negli elettori astenuti verso l'opposizione e richiamarli in campo non c'è traccia.

Ma non è solo questo, che già di per sé non sarebbe poco.

C'è anche l'equivoco della cosiddetta "coperta corta". Assunto acritico sulle risorse mancanti adottato non solo dalla destra al governo ma anche dagli esponenti mass mediologici e politici di lorsignori.

L'altra sera a "otto e mezzo" di Lilli Gruber, Marco Travaglio si è divertito a fare un elenco di dove prendere i soldi mancanti per allungare una coperta che corta non è: "11 miliardi - ha evidenziato - tassando cinquemila super ricchi al 2-3%, tassa di successione 5 mld, Tobin tax 3 mld e mezzo, tassa su plastica e zucchero 650 milioni, riduzione delle nuove spese militari 3 mld, concessioni autostradali e ai balneari da ritoccare 1 mld, tassazione sulle banche e i big del fossile 13 mld. Totale 37 mld".

Anche il leader della Cgil s'è mosso da tempo su questa linea proponendo "un contributo di solidarietà" per i più ricchi.

Chi, invece, non sembra liberarsi dell'assunto della "coperta corta" è il Pd di Elly Schlein. Nella sua contromanovra finanziaria, infatti, si fanno tante ottime proposte ma quando si va a vedere come i dem intendono finanziarle l'impressione è che si rimane sotto "la coperta corta".

Nel documento, che sintetizza la contromanovra piddina per reperire risorse, si dice: "riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi (risorse da destinare in particolare al bonus sociale luce e gas e alle misure per il trasporto pubblico locale) e la revisione della spesa pubblica", "Questi strumenti sono finanziati mediante la riduzione dei sussidi dannosi per l’ambiente", "da finanziare con le risorse previste per il Ponte sullo Stretto di Messina (11,63 miliardi per il 2024-2032)", "Lo stanziamento viene finanziato con misure di contrasto all’evasione fiscale e la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi", "da finanziare con la riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi", "Queste misure vengono finanziate attraverso il recupero dell’evasione fiscale, con particolare riferimento al settore degli affitti brevi", "viene coperto con misure di contrasto dell’evasione fiscale, revisione della spesa, riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi e revisione delle spese fiscali".

Oddio, non che non si possano reperire risorse anche consistenti in simili modi, ma il problema è la loro immediata esigibilità e se saranno bastevoli per salvaguardare e rilanciare subito salari, stipendi e il welfare nel suo complesso e secondo le necessità che la Costituzione prescrive.

Giorgia Meloni ha ripiegato subito sulla tassazione agli extra profitti delle Banche, com'era prevedibile. Ma gli extra profitti non riguardano solo le Banche, riguardano tanti altri soggetti innanzitutto quelli legati all'energia e alla produzione di armi.

Che fa il Pd della Schlein, se ne dimentica?

Aldo Pirone
scrittore e editorialista
facebook.com/aldo.pirone.7

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