Nello sterminio che Israele sta compiendo ai danni dei Palestinesi, per armi, per fame e per stenti, col suo esercito e attraverso i “coloni” occupanti, c’è un malcelato razzismo, oltre all'accaparramento di terre e di risorse.
Stupisce e sgomenta perché sappiamo quali immani sofferenze hanno subìto persone di religione ebraica, con mostruose e infondate motivazioni genetiche, sotto il nazismo e il fascismo. Attorno alla mia città, Pescara, all’epoca di Mussolini e della rivista “La Difesa della Razza”, c’erano 14 punti segreti di raccolta degli ebrei da trasferire nei campi di sterminio. Tutto avveniva di notte, lontano dagli sguardi.
L’ideologia razzista si ammantava del determinismo genetico per cui, ad esempio, assieme agli ebrei, nello sterminio c’erano i “Romanì”, vale a dire tutti gli “zingari” vittime addirittura privilegiate perché gli scienziati attribuivano loro il possesso di un gene particolare, immodificabile, che li portava sempre, inevitabilmente ed ereditariamente a rubare: il gene del furto!
Alla liberazione del campo di sterminio di Aushwitz da parte dell'armata sovietica, i Rom trovati ancora vivi furono solo quattro, ma di questo popolo si parla poco o nulla rispetto agli ebrei. Nei campi uccidevano anche gli omosessuali: geneticamente sbagliati, secondo gli scienziati!
Oggi Trump con una milizia a gestione praticamente personale, l’agenzia federale anti-immigranti, ICE, sta facendo politica razziale, anche se con contraddizioni: ad esempio, a capo del Border Patrol, che è la parte dell’ICE che sorveglia i confini, ha come capo Gregory Bovino, spietato, tracotante, col cappotto in stile nazista secondo The New York Times, discendente da un calabrese immigrato nel 1924.
La genetica a paravento del razzismo va cancellata dal mondo.
All’inizio del XX secolo, negli USA si diffuse il movimento eugenetico, che sosteneva – erroneamente e in modo razzista – di dover “migliorare” la società impedendo ad alcuni gruppi ritenuti inadeguati, di riprodursi. Queste idee influenzarono politiche pubbliche e leggi che autorizzavano sterilizzazioni forzate o coercitive per persone giudicate “non adatte” a procreare.
Dal 1907 fino agli anni ’70, da quel che si sa, oltre 60.000 persone negli Stati Uniti furono sterilizzate in base a leggi eugeniche, ma il numero reale è ignoto. Donne italiane e donne latino-americane venivano ricoverate in ospedale con ogni possibile pretesto e, a loro insaputa, anestetizzate e sterilizzate. Stessa sorte, spesso, era riservata ai poveri, ai disabili, a minoranze razziali o etniche immigrati, e persino a persone "colpevoli" di basso livello di istruzione. La sentenza Buck v. Bell (1927) della Corte Suprema degli Stati Uniti legittimò questi programmi razzisti, di eugenetica.
Negli ospedali statali, come ad esempio in California, la sterilizzazione senza consenso operata su donne latine, afroamericane e native americane discendenti da “razze inquinanti” era in essere perfino negli anni ’60 e ’70! Questa pratica durò più a lungo che altrove in Georgia. E di questo non si parla mentre - dove si può arrivare col razzismo e con la copertura della scienza- andrebbe insegnato nelle scuole e fatto divenire esame alle università. Il silenzio aiuta, come sta avvenendo, il risorgere del razzismo. Arrivare poi a candidare Trump al premio Nobel per la Pace, come ha fatto Giorgia Meloni, appare francamente esecrabile.
Confido nella mobilitazione dell'opinione pubblica, in USA e dovunque, come unico rimedio. Quante volte una persona può volgere la testa dall'altra parte e pretendere di non vedere? How many times can a man turn his head, and pretend that he iust doesn't see? (Bob Dylan, 1962).
Teniamo dritta la testa e meditiamo.
Giovanni Damiani
Già Direttore di Anpa e già Direttore tecnico di Arta Abruzzo
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