Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 21 Set 2026

A partire dal loro “debutto”, ci siamo occupati tante volte delle abilitazioni scientifiche nazionali nel travagliato mondo dei concorsi universitari..

Ci eravamo così illusi di poter accantonare l’argomento, almeno per un po’ di tempo, ma abbiamo decisamente sbagliato i conti. Questa volta la scena è occupata dal Settore concorsuale 05/E1, ma potremmo trovarci di fronte a un caso tutt’altro che isolato, ulteriore motivo perché il Miur intervenga presto e bene.

Ma andiamo con ordine.

Qualche giorno fa, per l’esattezza il 19 novembre, due autorevoli studiosi appunto del settore indicato, i professori Cesare Balduini (Presidente della Società Italiana di Biochimica) e Raffaele Porta (Coordinatore del collegio dei p.o. del SSD BIO/10) hanno indirizzato al Ministero un’accorata quanto sensata lettera con la quale chiedono nient’altro che una proroga, magari anche di breve tempo, per far sì che la commissione di Abilitazione scientifica nazionale del settore stesso possa concludere i lavori.

Poiché tale commissione non ce la farà a chiudere la selezione per la tornata di abilitazione 2013 entro il termine previsto del prossimo 29 novembre, essa andrà automaticamente incontro a sicura decadenza, con tutto quel che ne consegue, vale a dire che gli “abilitati” non potranno partecipare ai concorsi banditi dagli atenei entro il termine previsto dalla legge, la quale fissa al 30 giugno 2015 la data ultima per la chiamata dei vincitori.

Manco a dire che la commissione de qua possa in qualche modo essere considerata colpevole del ritardo accumulato, dovuto solo in parte all’alto numero dei candidati, ma cagionato soprattutto dalle dimissioni del membro “straniero”, sostituito solo pochi giorni fa, quindi a ridosso del termine di decadenza.

Esattamente gli autori della lettera si chiedono “quale ratio ha una norma che, impedendo la possibilità di concedere un’ulteriore proroga con il fine di non causare ritardi, di fatto invece determina essa stessa un forte ritardo nella conclusione della procedura?”

Ce lo chiediamo anche noi. Occorre dunque che il Miur dipani la matassa, tanto più che, come sopra ricordato, altre commissioni navigano nelle stesse acque e potrebbero anch’esse essere travolte dai marosi della decadenza.

Ad applicare puntigliosamente le norme si possono avere esiti indesiderati. Lo sapevano già i romani, quando, invitando alla cautela nel maneggiare la legge, avvertivano che “summum ius, summa iniuria”.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

I giganti dell’IA escono allo scoperto sulla regolamentazione: la contraddizione nascosta

Prima Dario Amodei, CEO di Anthropic, poi Sam Altman, CEO di OpenAI, e infine Elon Musk, alla...
empty alt

A Pescara, conferenza con lo scienziato Paolo Pileri, strenuo difensore delle qualità ecologiche del suolo

Sabato prossimo, 19 settembre, a Pescara, ci sarà una conferenza con Paolo Pileri, scrittore e...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
Back To Top