Giornale on-line fondato nel 2004

Mercoledì, 22 Lug 2026

To the Wonder di Terrence Malick, con Ben Affleck, Olga Kurylenko, Rachel McAdams, Javier Bardem, Tatiana Chiline; durata 112’, nelle sale dal 4 Luglio 2013, distribuito da 01 Distribution

Recensione di Luca Marchetti

Verso l’infinito. E’ questa, ormai, la direzione che la poetica di Terrence Malick ha intrapreso dopo una lunga carriera fatta di tanti silenzi, tante attese e tanti ritardi.

Sbloccatosi dopo la riuscita gloriosa di The Tree of Life (Palma d’oro nel 2010), opera immaginifica nel suo fondere l’infinitamente grande della storia universale con l’infinitesimamente piccolo della vita di una comune famiglia della working class americana, l’autore continua a ragionare sulle emozioni e sui sentimenti, scegliendo come oggetto di riflessione parte della propria biografia.

Come il precedente, in cui venivano rielaborati il suicidio di un fratello e l’infanzia difficile accanto ad un padre autoritario e ingombrante con i suoi sogni infranti (interpretato da un immenso Brad Pitt), in questo To the Wonder, Malick ritorna sulle proprie esperienze europee (periodo che ha generato speculazioni e molte leggende metropolitane), su una vecchia e mai dimenticata relazione e, soprattutto, sul suo difficile modo di vivere l’Amore.

La trama, difficile da seguire per la sua completa mancanza di linearità, si concentra sulla nascita e sulla morte del rapporto tra un Lui (Ben Affleck, tanto grande come regista quanto mediocre come interprete) e una Lei (una sorprendente Olga Kurylenko). Cercando di intercettare le traiettorie partite dalla deflagrazione di questo sentimento, Malick sembra quasi perdersi, indeciso se rivelarsi dietro il proprio alter-ego (indicativa la fretta con cui glissa sulla relazione tra Affleck e Rachel McAdams, interprete di un ruolo che dovrebbe ispirarsi alla moglie attuale del regista) o estraniarsi nell'elogio del puro sentimento e della passione della protagonista francese, straniera in un paese e in una famiglia che hanno lentamente perso di significato ai suoi occhi.

In questa esitazione, la prima della sua carriera, si rivela il limite di una pellicola che per seguire l’alto inciampa e si perde nella retorica presuntuosa e in un manierismo fastidioso.

L’autore, come suo solito, gonfia la vicenda di concetti filosofici che, questa volta, colpiti da un’incomunicabilità quasi autistica e da un montaggio spietato (arma con cui è solito stravolgere personaggi e cancellare interpreti famosi), girano a vuoto. Ne è un esempio il sacerdote in crisi di fede con il volto di Javier Bardem, protagonista di una sotto-trama potenzialmente profonda e coinvolgente ma approssimativa e poco sviluppata nella sua evoluzione.

Il regista, dunque, più che un film realizza una sorta di trattato accademico ma, schiacciato da un argomento talmente “instabile” come l’Amore, si ritrova a costatare la limitatezza della propria filosofia solo apparentemente istintiva.

E’ vero che gli amanti ciechi di Malick sapranno consolarsi con i numerosi momenti commoventi, con la voice-over persa in ipnotici soliloqui e con l’incredibile fotografia realizzata da quel grande artista che è Emmanuel Lubezki.  Gli altri, la maggior parte, però non potranno che dispiacersi di fronte a quella che poteva essere un’opera d’arte emozionante e che, invece, finisce per essere una pellicola cinematografica visivamente perfetta ma fredda e complicata nel suo cuore.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Mary Anning, una delle pioniere della paleontologia

Dorset, Inghilterra, 1811. A soli 12 anni, una ragazzina ritrovò il primo scheletro completo di...
empty alt

Identificato nuovo meccanismo che regola la perdita di sinapsi nell’Alzheimer

Nel cervello, le connessioni tra neuroni, chiamate sinapsi, vengono continuamente controllate e...
empty alt

Per non dimenticare quel che accadde a Genova 25 anni fa in occasione del G8

TESTIMONIANZA. Nel 25.mo anniversario della manifestazione del luglio 2001 al G8 di Genova,...
empty alt

“Odissea”, quando l’epica si fa cinema, con messaggi pacifisti e femministi

Odissea, regia di Christopher Nolan, con Matt Damon (Ulisse), Tom Holland (Telemaco), Anne...
empty alt

Flora spontanea italiana: negli ultimi vent’anni scoperte 453 nuove specie

Sono 453 le nuove specie e sottospecie di piante spontanee scoperte in Italia negli ultimi...
empty alt

“L’hangar rosso”, thriller notevole per non dimenticare la feroce dittatura di Pinochet in Cile

 L’hangar rosso, regia di Juan Pablo Sallato, con Nicolás Zárate (Jorge Silva), Boris Quercia (Oberst...
Back To Top