Giornale on-line fondato nel 2004

Giovedì, 17 Set 2026

Le nuove paure di Marc Augé, editore Bollati Boringhieri, Milano, 2013, pp.82, euro 9.

Recensione di Roberto Tomei

Nate con l’uomo, le paure sono qualcosa di così immateriale e impenetrabile che non deve essere stato mai facile farne oggetto di riflessione. Con questo acuto e brillante libretto, ci prova ora Marc Augé, fine antropologo della tarda modernità, noto al grande pubblico soprattutto per aver scandagliato il ruolo che ai giorni nostri svolgono quelli che lui stesso ha ribattezzato” nonluoghi”, come supermercati, aeroporti e stazioni, dove i contemporanei trascorrono una parte sempre più consistente della loro vita.

E’ chiaro che le paure di oggi sono diverse da quelle di ieri e che il termine “paura” cambia a seconda del suo oggetto: paura della guerra, degli stranieri, delle polveri sottili, del futuro, ecc. Così come è altrettanto evidente che queste paure sono più remote di altre, come ad esempio l’angoscia che si prova per la perdita del posto di lavoro, che è decisamente molto più immediata.

Il dato saliente rispetto al passato, secondo Augé, è rappresentato dal fatto che ai giorni nostri le paure sono “oggetto di un intenso sfruttamento mediatico”, con un inedito “effetto di accumulo che trascende lo spazio e il tempo”, che rischia di creare interdipendenze tra eventi senza effettiva connessione, contigui solo nell’incalzare delle immagini e delle notizie veicolate dai media.

Raccogliendo l’esortazione di Giovanni Paolo II a non avere paura, Augé chiude la sua riflessione invitandoci ad “opporci” a quella che egli considera una sorta di nuova “colonizzazione”. Questi gli antidoti: “la curiosità, i progressi della conoscenza, qualche slancio di fraternità, alcuni tentativi di riavvicinamento e, nel complesso, la consapevolezza ancora incerta di un divenire comune- tutti segni che sarebbe irragionevole e persino criminale decidere di trascurare o ignorare”.

Per dar vita a un’opposizione che abbia serie chance di vittoria, occorre però essere in tanti, sicché i più “sensibili e consapevoli” sono chiamati a svolgere un’intensa azione volta a sensibilizzare le coscienze. Ma questa è un’opinione mia.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

I giganti dell’IA escono allo scoperto sulla regolamentazione: la contraddizione nascosta

Prima Dario Amodei, CEO di Anthropic, poi Sam Altman, CEO di OpenAI, e infine Elon Musk, alla...
empty alt

A Pescara, conferenza con lo scienziato Paolo Pileri, strenuo difensore delle qualità ecologiche del suolo

Sabato prossimo, 19 settembre, a Pescara, ci sarà una conferenza con Paolo Pileri, scrittore e...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
Back To Top