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Giovedì, 27 Ago 2026

Tre tocchi, di Marco Risi, con  Massimiliano Benvenuto, Leandro Amato, Emiliano Ragno, Vincenzo De Michele, Gianfranco Gallo, Valentina Lodovini, Paolo Sorrentino, Francesca Inaudi; durata 100’, nelle sale dal 13 novembre 2014, distribuito da Ambi Pictures.

Marco Risi, dopo quattordici pellicole e più di trent’anni di onorata carriera, decide con Tre tocchi di realizzare un film piccolo, strano, quasi clandestino.

Il regista di capolavori da riscoprire come Ragazzi fuori e Il muro di gomma, questa volta mette da parte le sue incursioni nel genere e nel cinema d’impegno per raccontare, quasi eroicamente, un micro-cosmo sconosciuto e confuso agli occhi di molti, il non-luogo del precariato per eccellenza, il mondo degli attori.

Il regista, con una produzione a basso budget e collaboratori fidati, mette in mostra la forza testarda e la volenterosa abnegazione degna di un ventenne che si appresta a girare il suo primo film. Con tutte le sue ingenuità, le sue cadute di stile, le sue ovvietà, il film di Risi brucia dell’impegno di chi desidera raccontare qualcosa contro tutto e tutti, di chi ha un sogno e farà qualsiasi cosa per realizzarlo.

E’ proprio questo ardore e queste motivazioni che vibrano nei corpi dei sei protagonisti, attori ignoti e marginali, disposti anche all’umiliazione e al fallimento per sbattere in faccia al grande pubblico il loro “martirio” quotidiano.

Max, Leandro, Emiliano, Vincenzo, Gilles e Antonio sono i nostri eroi sconfitti, protagonisti di un film drammatico ed estenuante, che è la loro vita reale. Un’esistenza fatta di fotoromanzi e piccole comparsate, provini frustranti e lavori occasionali, sempre spinti dall’illusione della grande occasione a portata di mano, dal desiderio di arrivare, un domani, a essere divi come Clark Gable.

Questi piccoli, grandi uomini sono persone che si prende in giro ogni mattina, convinti di dare un valore a ogni loro gesto accettando ogni sacrificio e sconfitta. Le uniche soddisfazioni sono nello spogliatoio della loro squadra di calcio, protetti da ogni orrore della loro quotidianità, e nel campo da calcio dove davvero bastano tre tocchi per segnare un gol.

Risi, entrato violentemente a contatto con queste storie, vuole restituire anche al proprio pubblico la forza di questi racconti al limite, l’urgenza dei ritratti di questi ragazzi immolatisi sugli altari delle loro ambizioni e delle loro velleità, capaci di gesti di brutalità ferina e di disarmante fragilità.

Distante dalle grandi produzioni e dagli studios “istituzionali”, spesso interessati a mettere in scena l’ennesima commedia innocua, il regista trova l’habitat ideale per mostrare l’ennesima faccia della nostra società, dove ognuno deve appoggiarsi sulle proprie speranze e sulle proprie forze per trovare, ogni santo giorno, la voglia di continuare a combattere.

Perché, alla fine, come nel calcio, bastano solo tre tocchi per andare avanti.

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