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Sabato, 19 Set 2026

alt“Diamante Nero”, di Celine Sciamma, con Karidja Touré, Assa Sylla, Lindsay Karamoh, Marietou Touré, Idrissa Diabate, Simina Soumare, durata 113’, nelle sale dal 18 giugno 2015, distribuito da Teodora Film.

Recensione di Luca Marchetti*

Con l’assurdo titolo italiano (velato riferimento alla canzone Diamonds della popstar Rihanna, colonna sonora di uno dei momenti più travolgenti del film) esce nelle sale, grazie alla meritoria opera della Teodora Film, Diamante Nero (Bande de Filles) di Celine Sciamma.

Reduce dal passaggio trionfale alla Quinzaine des Réalisateurs del festival di Cannes 2014, il film della Sciamma racconta ancora una volta, dopo Tomboy, una storia al margine d’infanzie e adolescenze vissute ai limiti, in territori apparentemente nuovi nella sua carriera.

Dando forse una veste da denuncia sociale di banlieue-movie, la regista cattura con la propria cinepresa gli attimi e gli sguardi di borgate purulente e luoghi allucinanti, che avrebbero sicuramente entusiasmato il Kassovitz de L’odio e il Jean-Francois Richet delle prime opere.

La Sciamma non rinnega nulla della propria sensibilità e realizza un’opera che vibra costantemente di forza ed eccitazione, le stesse emozioni violente che guidano la vita delle sue protagoniste.

Attraverso i volti perfetti delle sue ragazze, con lo sguardo della splendida Marieme (l’esordiente, meravigliosa Karidja Touré) che ci attraversa e ci cattura per non lasciarci mai, Diamante nero ci trascina nel doppio universo oscuro  delle periferie degradate e delle adolescenze insostenibili, vissute come lotte perpetue.

Marianne e le sue amiche devono, infatti, combattere a mani nude senza sosta, contro le istituzioni che le ignorano, contro i maschi che le usano e le deridono, contro le “altre” sempre pronte a mettere in discussione il loro coraggio.

Già dal momento in cui mette piede fuori di casa, Marianne sceglie di andare alla guerra di un mondo che non regala niente. Per questo, ogni minuto strappato alla miseria, ogni vestito rubato, ogni borghese impaurito e ogni bacio rubato alle spalle di fratelli-padroni, deve essere celebrato come la vittoria più grande, come la conquista più clamorosa.

La rabbia gioiosa e le risate selvagge della “banda di ragazze” sono, infatti, il motore empatico e narrativo del film della Sciamma che, ben lontana dai ritratti spietati di un Garrone, confeziona un’opera piena fino all’orlo di Vita. Dalla partita di football americano fino alle lacrime fragilissime di Marieme, Diamante Nero non perde occasione per dimostrare il proprio coraggio soprattutto nei momenti più difficili.

Vicino per spirito al Bling Ring di Sofia Coppola ma mosso da sentimenti più proletari, Bande de Filles è un’opera che segue il suo percorso di radicalizzazione con una coerenza disarmante. Non è risparmiato niente all’eroina ma non si arriva mai, nemmeno per un secondo, a mettere in dubbio l’immenso affetto che la narratrice ha nei suoi confronti.

In un Cinema sempre più nelle mani di autori impegnati con macchine di disperazione per i propri personaggi, la scelta d’amore della Sciamma non può non conquistarci, pur nella sua terribile, brutale, verità.

luca marchetti rid*critico cinematografico

 

 

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