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Sabato, 19 Set 2026

teneramete folle"Teneramente folle", di Maya Forbes, con Mark Ruffalo, Zoe Saldana, Keir Dullea, Wallace Wolodarsky, durata 88’, nelle sale dal 18 giugno 2015, distribuito da Good Films

Recensione di Luca Marchetti*

Molti autori pensano che la propria autobiografia e il proprio vissuto siano materiali narrativi incandescenti, trame cinematografiche imperdibili.

Spesso queste prove di superbia generano pellicole referenziali e noiose, omaggi tronfi di se stessi (esempi di questo genere se ne trovano a decine nel Cinema italiano autoriale degli ultimi venti anni).

Altre volte, anche grazie all’intelligenza di chi scrive e dirige, ci ritroviamo di fronte a piccole opere esplosive, piene di sincerità e candore.

Teneramente folle di Maya Forbes è uno di questi lavori. Presentato con successo all’ultimo Festival di Torino, il film della Forbes si concentra sull’infanzia straordinaria della regista e della sua sorellina, cresciute in una famiglia molto particolare.

Figlie di una coppia mista, nella Boston della fine degli anni 70, le due ragazzine, più che il razzismo o una situazione economica non esaltante, dovranno quotidianamente “lottare” con il loro stravagante e esuberante padre bipolare.

Con una mamma partita, suo malgrado, in cerca di un lavoro decente, Amelia e Faith (i nomi dei protagonisti sono stati cambiati rispetto la realtà), devono crescere all’interno del mondo folle del loro incostante genitore, figura affascinante quanto sfiancante.

A differenza di molte pellicole incentrate sulla malattia mentale, Teneramente Folle ha l’ulteriore pregio di infondere la sua storia di una dolce poesia, capace di raccontare anche i momenti più duri con tenerezza e grazia.

Dotata di un talento narrativo particolare (unito anche al rispetto con il quale parla di una pagina fondamentale della propria vita), Maya Forbes realizza un piccolo film dal grande cuore, dove la scena madre esplosiva o il bieco ricatto emotivo sono sempre evitati.

Meriti della riuscita della pellicola sono da attribuire all’ottimo cast. Oltre alle due splendide giovani attrici protagoniste, Imogene Wolodarsky e Ashley Aufderheide, e alla sempre ottima Zoe Saldana (interprete capace di alternare con classe blockbuster opulenti a piccoli gioielli indipendenti), la parte del leone è fatta da un inarrestabile Mark Ruffalo.

Attore magnifico con un talento unico, Ruffalo piega la sua mitezza fisica e il suo fascino leggermente naif per ogni prova recitativa, infondendo ai propri personaggi una leggerezza talmente unica da essere irresistibile. Il suo Cam Stuart, con i suoi vestiti colorati e i suoi radicali sbalzi d’umore, si rivela personaggio avvolgente, il papà perfetto per due bambine eccezionali.

luca marchetti rid*critico cinematografico

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