Giornale on-line fondato nel 2004

Sabato, 19 Set 2026

Un sogno italiano, di Charles Dickens, Nuova Editrice Berti, Parma, 2015, pp.80, euro 10.

Recensione di Roberto Tomei

Considerato uno dei più grandi scrittori di tutti i tempi, nonché uno dei più popolari, Charles Dickens (1812-1870) è stato romanziere versatile, un virtuoso nello spaziare tra i generi, essendo riuscito ad affiancare a lavori di forte denuncia sociale, come Oliver Twist e David Copperfield, prove di grande umorismo, come Il circolo Pickwick, fornendoci così un vivido affresco dell’età vittoriana, il periodo di massimo splendore dell’Inghilterra.

Nel corso della sua breve vita, egli è stato anche fondatore e animatore di periodici di successo, cimentandosi come giornalista e reporter di viaggio.

Tra il 1844 e il 1845, Dickens soggiornò anche in Italia, terra che gli apparve insieme esotica e minacciosa. Rientrato a Londra, pensò di recuperare tutte le lettere inviate agli amici e ne ricavò Pictures of Italy, pubblicato nel 1846, del quale qui si presenta un estratto, che raccoglie soltanto, insieme all’introduzione, le impressioni (“non ragionate, abbozzate - come riflessi sull’acqua”) avvertite da Dickens lungo la via Emilia, a Piacenza, Parma, Modena e Bologna, tra palazzi fatiscenti, mute rovine e grottesche, fugaci comparse. Infine, lasciatasi alle spalle una spettrale Ferrara, lo scrittore si immerge nelle acque di “un sogno italiano”: Venezia.

Sempre ironico e pronto a cogliere in ogni situazione il lato buffo dell’Italia e degli italiani, davanti alla città della laguna l’ironia cede il passo a momenti di rara poesia. Egli percepisce la città oniricamente, “un sogno italiano”, incantevole col suo patrimonio monumentale, tanto imponente quanto decadente, sempre in bilico tra Oriente e Occidente. Una città in una distesa d’acqua: “tutt’intorno alle banchine e alle chiese, ai palazzi e alle prigioni, imbevendone i muri e sgorgando dai segreti luoghi della città, s’insinuava sempre; silenziosa e guardinga si avvolgeva tutt’intorno a essa, con le sue molteplici spire, come un vecchio serpente”.

L’estratto pubblicato dalla casa editrice parmense contiene senz’altro la parte più “benevola” verso il nostro Paese, dato che questo - come ha scritto Carlo Messina, che ha curato l’edizione integrale delle Pictures - viene raffigurato, nel suo complesso, come povero e squallido e percepito per lo più con gli occhi di un inglese che ha una visione coloniale, chiusa entro i limiti di quella piccola borghesia da cui lo scrittore  proveniva e alla quale apparteneva.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

I giganti dell’IA escono allo scoperto sulla regolamentazione: la contraddizione nascosta

Prima Dario Amodei, CEO di Anthropic, poi Sam Altman, CEO di OpenAI, e infine Elon Musk, alla...
empty alt

A Pescara, conferenza con lo scienziato Paolo Pileri, strenuo difensore delle qualità ecologiche del suolo

Sabato prossimo, 19 settembre, a Pescara, ci sarà una conferenza con Paolo Pileri, scrittore e...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
empty alt

Shanghai Ranking 2026, Sapienza Università di Roma prima in Italia

Per la classificaAcademic Ranking of World Universities (ARWU), stilata dall'organizzazione...
Back To Top