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Martedì, 31 Mar 2026

lago pilatoAl Lago di Pilato conservando l'anima, di Antonella Alesi, Tipografia Fast Edit, Acquaviva Picena, 2015, p. 255, euro 22.

Recensione di Roberto Tomei

«Era l’ultimo giorno dell’anno ed il sole era già sceso sull’incantevole scenario dei Monti Sibillini, ritenuti monti della magia e dominio della Sibilla Appenninica ma, immersa involontariamente nel mistico di una leggenda, mi ritrovai piacevolmente coinvolta nel mistero della famosa stele del Lago di Pilato, ritenuta indecifrabile testimone di chissà quali segreti, e delle concatenate raffigurazioni di san Cristoforo poste all’ingresso degli antichi percorsi verso il lago maledetto ... ».

Comincia così l'interessante libro della giornalista Antonella Alesi, 255 pagine e cinque anni di lavoro, che hanno portato a ritrovamenti inediti sulla zona dei Monti Sibillini, intorno al magico Lago di Pilato. Riti esoterici che si tengono ancora oggi, pietre misteriose custodite gelosamente, rinvenimenti di spirali energetiche, maestosi affreschi ed incisioni dove i simboli s'intrecciano al sapere alchemico ...

La lettura del libro aiuta a comprendere i tanti messaggi su pietre «parlanti», e sorge spontaneo chiedersi se testimoniano il magico e l’arcano di questi monti o un tentativo di comunicare con le divinità … A testimonianza di ciò, massi che richiamano al culto della dea Ecate, in grado di viaggiare liberamente tra il mondo degli uomini ed il regno dei morti, protettrice di streghe e di negromanti che qui giungevano per consacrare il loro «libro del Comando» nelle inquietanti acque del lago.

«Ho sentito narrare di luoghi in cui le stelle si congiungono col fato,» scrive la ricercatrice, «forse siamo in uno di questi ... »; ma la continua altalena di sensazioni che trasudano tra le pagine del libro, è la premessa per tornare a stabilirsi nella sfera reale con la consapevolezza che quei voli e quelle esperienze ci sono serviti per rafforzare il nostro essere più autentico, poiché fenomeni fuori dalla comprensione razionale non devono e non possono turbare le nostre anime fino a sconvolgerle o a perderle tra i fumi demoniaci.

Come nei suoi libri precedenti, la studiosa si basa su un’accurata ricerca di documenti e testimonianze che ci portano a scoprire aspetti non sempre noti della storia del territorio, non solo scavando negli archivi e nelle biblioteche, ma intervistando testimoni viventi che raccontano episodi ed eventi della loro vita che risalgono ai tempi dei nonni dei nostri nonni, svelando anche affascinanti indizi del passato dei pastori, dei carbonai e dei braccianti agricoli.
Non è difficile scorgere tra le righe, il grande amore e rispetto con cui l’autrice si pone nei confronti della montagna, lasciando quasi che sia essa stessa a parlare, affidando nuovamente al Lago di Pilato il più importante dei segreti: la verità.

Un bel lavoro di recupero di valori che determinano, ed hanno determinato, l'identità naturalistica, storica e cultuale dei Monti Sibillini, territorio frutto d'integrazione tra le possenti ed indomabili forze della natura e quelle tenaci dell'uomo.

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