Giornale on-line fondato nel 2004

Lunedì, 25 Mag 2026

Nemesi di Walter Hill, con Sigourney Weaver, Michelle Rodriguez, Tony Shalhoub, Anthony La Paglia, Caitlin Gerard, Terry Chen, durata 95’, nelle sale dal 19 ottobre 2017, distribuito da Notorious Pictures.

Recensione di Luca Marchetti*

I critici americani l’hanno fatto a pezzi, senza pietà, dividendosi tra giornalisti tronfi del loro altezzoso rancore e stupidi blogger pronti a sfornare l’articolo più insulso e inutilmente cattivo. Molte associazioni per la difesa dei diritti dei transessuali l’hanno giudicato aspramente, irritati di fronte (all’evidente) sciatteria con cui temi e personaggi a loro cari, sono trattati.

In Italia e nel resto del mondo, il film è uscito nel quasi completo anonimato (non credo siano stati trasmessi da nessuna parte trailer o clip pubblicitari). Eppure, nonostante (o meglio, grazie a) tutti questi ostacoli e nemici, Nemesi di Walter Hill è un film da difendere. Sia chiaro, l’ultimo lavoro del grande regista (autore di 48 ore e I guerrieri della notte) è, oggettivamente, un disastro.

Confuso, superficiale ed evidentemente realizzato con un budget ridottissimo, il film porge il fianco a centinaia di critiche. Lo ricordiamo bene il poster minimal apparso sul lungomare di Cannes un paio di anni fa, tra la pubblicità dell’ennesimo action asiatico e la locandina nuovo film di Nicolas Cage, che ci aveva lasciati interdetti, già pronti al peggio.

Eppure, anche di fronte a un lavoro del genere, riteniamo non solo utile scrivere di Nemesi ma, soprattutto, crediamo sia necessario ragionare sul senso ultimo di quest’opera. Oltre alla trama assurda (più vicina al fumetto che al Cinema), le recitazioni sovraeccitate e l’incolpevole penuria di mezzi economici, Nemesi, con tutti i suoi orrori, manifesta al suo pubblico il calore e la passione di un regista che, a quasi ottant’anni, non retrocede di un millimetro dalle sue convinzioni, dai suoi sogni.

Il film, infatti, pur scombinato e fallimentare, conserva dentro di sé un coraggio e una voglia difficilmente riscontrabili nelle tanto acclamate pellicole di autori più giovani e quotati dalla grande critica. La tragedia del killer Frankie Kitchen, ritrovatosi donna a causa della vendetta di un chirurgo geniale e implacabile, genera una trama che, oltre alla divertente dose di violenza cinematografica (goffa ed estrema al punto giusto), apre una lunga riflessione sui corpi, sulle maschere e sui ruoli, che tocca vette di audacia notevole.

Eroico anche l’impegno di Michelle Rodriguez e Sigourney Weaver, bellezze mascoline e splendide forze femminee a loro agio in questa sfida a distanza, in questo scontro di vendette. Soprattutto l’attrice messicana riesce a dosare perfettamente il suo notevole lato action (già messo in mostra nella saga Fast & Furious) con una prova recitativa sofferta, non scontata, dando credibilità a un personaggio difficilissimo.

Sicuramente, Nemesi è un film che, nei ritmi e nei gusti del cinema di oggi, non trova spazio ma, se si riesce a dargli una possibilità, è commovente scoprire che alcuni autori, soli contro il mondo, hanno la forza di portare avanti il loro “brutto”, disastroso, Cinema personale.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

*Critico cinematografico

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Le figure Kolam. Antichissima tecnica rituale tramandata di madre in figlia

I Kolam sono motivi ornamentali della tradizione indiana, disegnati sul terreno dalle donne...
empty alt

Cina col vento in poppa: aumenta l’export verso i paesi Ue. E diminuisce l’import

Il fatto puro e semplice, che il grafico in alto a destra mostra nella sua esemplare chiarezza, è...
empty alt

Il Giardino della Ricerca per Andrea Rocchelli, a 12 anni dal suo barbaro assassinio nel Donbass

Domenica prossima, 24 maggio, a Pavia verrà intitolato a Andrea Rocchelli, giovane giornalista e...
empty alt

Le guerre distruggono molto più di quello che producono

Fra le molte stupidaggini che abbiamo ripetuto tutti almeno una volta nella vita c’è quella che...
empty alt

“Tre chilometri alla fine del mondo”, omofobia difficile da estirpare nella civile Europa

Tre chilometri alla fine del mondo, regia di Emanuel Parvu, con Ciprian Chiujdea (Adi), Bogdan...
empty alt

“La pubblica (d)istruzione”, come e chi ha sabotato la scuola in Italia

La pubblica (d)istruzione - Come la destra ha sabotato la scuola con la complicità della sinistra...
Back To Top