Giornale on-line fondato nel 2004

Martedì, 10 Feb 2026

La signora dello zoo di Varsavia di Niki Caro, con Jessica Chastain, Daniel Brühl, Johan Heldenbergh, Iddo Goldberg, Shira Haas, Michael McElhatton, Marta Issová, Goran Kostic, Arnost Goldflam, Martin Hofmann, durata 127’, nelle sale dal 16 novembre 2017, distribuito da M2 Pictures.

Recensione di Luca Marchetti

Quello dei film sull’Olocausto può considerarsi, ormai, un vero e proprio genere cinematografico. Nella scia di capolavori come Schindler’s List e Il pianista, ogni anno sono prodotte pellicole impegnate, con grande emotività e sentimento, a raccontare piccole storie di coraggio e disperazione, vicende di sommersi e di salvati, di eroi e d’aguzzini.

La signora dello zoo di Varsavia, ultima pellicola della brava regista neozelandese Niki Caro, si inserisce in questo percorso storico-cinematografico. Il film racconta l’esempio commovente dei coniugi Zabinski, proprietari dello zoo della capitale polacca, impegnati durante l’occupazione nazista a nascondere centinaia di ebrei nei sotterranei della loro casa.

Fermo restando il profondo rispetto per la vicenda storica e per i suoi protagonisti, di fronte alla pellicola della Caro, sorge un domanda: è possibile valutare onestamente (e artisticamente) una pellicola con un messaggio così importante, e oggi più che mai, urgente?

Il film, infatti, è l’appassionato ritratto di piccole persone che, nonostante i pericoli e le ristrettezze dei loro mezzi, hanno deciso di mettere a repentaglio tutto, pur di fare la cosa giusta. La bravura dei due interpreti, Jessica Chastain e il fiammingo Johan Heldenbergh (già conosciuto per Alabama Monroe), e la loro abnegazione per rendere umani e credibili i due protagonisti sono elementi che colpiscono, facendoci commuovere al pensiero che, per fortuna, persone del genere, in tempi terribili, abbiano scelto di non far finta di niente. Le scene ambientate nel terribile ghetto o nelle strade disastrate di Varsavia, pur non raggiungendo le vette terribilmente poetiche de Il pianista di Roman Polanski (che quei tristi luoghi li ha conosciuti davvero), riescono a trasmettere l’ingiustizia e il dolore necessari a farci vivere, pienamente, la vicenda storica del racconto.

La signora dello zoo di Varsavia, più per colpe produttive e di scrittura, però, scade presto in una dimensione cinematografica banale, quasi aggrappandosi solo alla sua morale storica. Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo, è sempre necessario raccontare queste storie ma, mai come questa volta, non possiamo ignorare la sciatteria e l’approssimazione del meccanismo produttivo che ha confezionato la pellicola. Concentrare tutta l’attenzione sulla protagonista femminile, la splendida Jessica Chastain, come a volerla rendere a tutti costi la front runner per la prossima stagione dei premi cinematografici, è una trovata sconsolante e deleteria per il film. Star di prima grandezza, e ottima interprete, la Chastain sembra avulsa dal racconto che la circonda, come stesse interpretando un film parallelo, un one-woman-show estenuante e fine a se stesso. Anche l’evoluzione del personaggio di Daniel Bruehl (ormai condannato ai soliti ruoli standard per gli attori tedeschi), trasformatosi ben presto nel solito nazista lascivo e mefistofelico, è l’ennesima e definitiva dimostrazione di un’approssimazione narrativa che mal si sposa con le ambizioni della pellicola.

La pellicola della Caro diventa così solo un film di buone intenzioni, utile più che altro al pubblico più interessato a spingersi verso altre fonti e opere per approfondire questa tragica vicenda.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

critico cinematografico

 

 

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

Mondo della Scienza in lutto per la morte di Antonino Zichichi. Il ricordo del Foglietto

Antonino Zichichi, scienziato di fama mondiale, è venuto a mancare oggi all’età di 96 anni. La...
empty alt

“Rental Family”, film toccante, tenero, garbato sul diritto a rendere felice il prossimo

Rental Family – Nella vita degli altri, regia di Hikari, con Brendan Fraser (Phillip Vandarpleog), Paolo...
empty alt

Tumore al seno triplo negativo: individuato nuovo potenziale bersaglio terapeutico

Uno studio coordinato dalla Sapienza, pubblicato sulla rivista Cell Death & Differentiation del...
empty alt

Corte conti: cresce riciclo rifiuti da imballaggio, grazie al credito d’imposta

Nel 2023 il livello complessivo di riciclo dei rifiuti da imballaggio in Italia è salito dal 70,7...
empty alt

Marzia Polito, matematica che ha dato occhi all’IA

Specializzata in geometria algebrica, computer vision e machine learning, Marzia Polito è nata a...
Back To Top