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Lunedì, 21 Set 2026

Redazione

E’ legittimo il provvedimento di diniego di conferimento di un nuovo incarico ad un dipendente con contratto a tempo determinato  che sia motivato con riferimento al fatto che, da indagini esperite, è risultato che il medesimo lavoratore, in due occasioni, si è appartato con un dipendente di una ditta esterna per "sniffare cocaina". In tal caso, infatti, non è vi dubbio che le prestazioni lavorative dell’interessato non possono più ritenersi adeguate e utili per l’amministrazione, così da giustificare il rinnovo della sua assunzione a tempo determinato.

Questa la decisione assunta dal Consiglio di Stato con sentenza n. 2281 del 24 aprile 2013 (Pres. Volpe, Est. Schilardi).

I giudici di Palazzo Spada, a supporto della loro sentenza hanno osservato che l’adeguatezza sotto il profilo professionale delle prestazioni di un dipendente presuppone il persistere di un vincolo fiduciario con l’Amministrazione, per cui non deve sussistere il sospetto che il comportamento tenuto, anche nella vita privata, possa avere ripercussioni all’interno dell’ambiente di lavoro. E tra i comportamenti gravi e rilevanti che giustificano il recesso per giusta causa, va ricondotta l’assunzione di sostanze stupefacenti, specie se ciò pregiudichi l’applicazione costante al lavoro. In tal senso si è espressa anche la Corte di Cassazione con sentenza del 26 aprile 2012, n. 6498.

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