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Mercoledì, 07 Gen 2026

In via di Vigna Murata, sede dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l’ultimo bilancio consuntivo chiusosi con un segno più (quasi 25 milioni di avanzo di competenza) risale addirittura al 2011, ultimo anno della lunga e prestigiosa presidenza affidata ad Enzo Boschi. Per la precisione, Boschi lasciò - per scadenza di mandato - l’Ingv all’inizio di agosto del 2011, per essere sostituito da Domenico Giardini, dimessosi dall’incarico dopo poco più di cinque mesi (12 agosto - 21 dicembre 2012), al quale, subentrò per un quadriennio Stefano Gresta, già membro del consiglio di amministrazione, del quale continuò a farne parte lo stesso Giardini.

Dal 28 aprile dello scorso anno, è Carlo Doglioni a presiedere l’ente e il consiglio di amministrazione, che conta altri quattro membri, di cui tre (Claudio Faccenna, Giancarlo Neri e Giulio Selvaggi) condivisero gli ultimi sei mesi di presidenza Gresta, mentre il quarto (Alessandro Pino) - eletto dalla comunità scientifica dell’ente - è membro del cda ininterrottamente dal 2011.

Dopo la definitiva uscita di scena di Boschi, la gestione economico-finanziaria dell’ente ha inanellato ben quattro bilanci consuntivi con disavanzo di competenza (entrate accertate meno spese impegnate): 1,6 milioni nel 2012; 6,8 nel 2013; 14,5 nel 2014 e 6 nel 2015.

In attesa di conoscere il risultato della prima annualità (meglio, dei primi 8 mesi) della presidenza Doglioni, una cosa appare certa e cioè che l’anno appena iniziato all’Ingv sarà all’insegna di una rigorosa austerità e senza attività di ricerca interna, E’ quanto emerge, in maniera molto chiara, dal bilancio di previsione 2017, approvato dal cda lo scorso 29 novembre.

A pagina 15 e segg. della relazione illustrativa del documento contabile, infatti, il presidente dell’ente, dopo aver premesso che “L’analisi della situazione finanziaria dell’Ingv dell’ultimo triennio evidenzia chiaramente che il contributo ordinario di funzionamento assegnato annualmente all’Istituto dal Miur è insufficiente alla copertura delle spese cosiddette incomprimibili dell’ente”, aggiunge che “Nonostante la contrazione delle previsioni di spesa, per raggiungere il pareggio di bilancio, è stato necessario l’utilizzo di quote considerevoli dell’assegnazione premiale e dell’assegnazione per attività di ricerca a valenza internazionale, dello stanziamento in favore dell’Istituto del Fondo ordinario per gli enti di ricerca”. “Tale condizione - precisa inoltre il presidente Doglioni - impedisce di fatto all’Ente di finanziare attività di ricerca interna” e che l’ente che per il 2017, “non potendo utilizzare tra le previsioni di entrata la quota parte dell’assegnazione premiale 2016, perché già utilizzata dalla precedente gestione”, ritiene “inammissibile includere tra le poste di competenza quota parte dell’assegnazione premiale 2017, in virtù del forte sfasamento con cui viene assegnato il contributo”.

Ma ad essere sacrificata per ragioni di bilancio non sarà soltanto l’attività di ricerca ma lo saranno anche gli interventi di manutenzione degli edifici che ospitano le sedi dell’Ingv, che vengono rinviati a non meglio precisati “esercizi successivi”, ed anche il budget annualmente assegnato alle sezioni - sparse sul territorio nazionale - in cui si articola lo stesso Ingv, che verrà ridotto di circa il 60% rispetto allo stanziamento finale dell’esercizio 2016.

Chissà se anche gli interventi urgenti in “materia di sicurezza degli ambienti …”, sollecitati nei mesi scorsi con una nota da un membro del cda, verranno differiti a data da destinarsi.

C’è chi è pronto a scommettere che una simile cura finirà per … far morire il paziente. Evento, soprattutto di questi tempi, assolutamente da scongiurare. Tanto più che, com'è noto, le resurrezioni non sono alla portata di tutti.

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