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Domenica, 24 Mag 2026

Rattrista scoprire ancora una volta che la gestione economica dell'Ingv, probabilmente anche nel 2016, avrà un disavanzo di competenza e che per il 2017 sono stati previsti tagli drastici nelle spese per la ricerca.

Se un ente di ricerca non riesce ad avere fondi è lecito chiedersi che cosa ci sta a fare.

In queste condizioni sarebbe meglio far gestire direttamente alla Protezione Civile il servizio di sorveglianza per la sismicità e i vulcani e trasferire il personale restante al più che capiente Cnr o a qualche altro ente come, per esempio, l'Ogs di Trieste.

Forse qualcuno ricorda che una proposta simile circolava quando Guido Bertolaso era a capo della Protezione Civile. Mi impegnai con grande energia affinché non passasse ma forse sbagliai perché, nella circostanza, ebbi l'impressione che ad alcuni ricercatori dell'Ingv l'idea di Bertolaso non dispiacesse poi tanto.

È doveroso ricordare che questa situazione economica molto critica parte da lontano.

L'ultimo bilancio consuntivo positivo fu nel 2011, con quasi 25 milioni "messi da parte" per risolvere una volta per tutte il problema dei precari. L'ente era definito virtuoso perché non spendeva tutti i finanziamenti che riusciva ad ottenere come, invece, avviene dal 2012. Mancava solo un adeguato ampliamento della pianta organica che stavamo per ottenere grazie ad una complessa e delicata operazione innescata con il cosiddetto Milleproroghe del 2011.

Il mio primo successore, Domenico Giardini, si disinteressò di quanto era stato fatto prima di lui e, in particolare, della possibilità di risolvere il problema dei precari secondo la filosofia della legge finanziaria 2006.

Affermò che, con il suo arrivo, all'Ingv la "ricreazione era finita" e che con lui sarebbe cominciato l'Ingv 2.0! Un trionfo scientifico e manageriale!

Si dimise dopo pochi mesi per ragioni mai completamente chiarite, senza prima non aver mandato via, senza spiegazione alcuna, dodici lavoratori precari!

Si dimise da Presidente ma rimase nel Consiglio di Amministrazione, scambiando il posto con Stefano Gresta.

Gresta, con l'avallo del CdA e quindi del Giardini stesso, collezionò poi disavanzi per 6,8 milioni nel 2013, 14,5 milioni nel 2014 e 6 nel 2015.

Ricordo che in prossimità del Natale 2014, da amici mi fu fatto avere un video dove Gresta faceva gli auguri ai dipendenti INGV, compiacendosi dei suoi "importanti risultati".

Approfittò dell'occasione anche per deridermi, augurandosi di invecchiare meglio di me ...

In prossimità delle feste del 2015, sempre Gresta, informò i dipendenti Ingv che gli auguri natalizi 2015 li avrebbe fatti nella primavera del 2016. Sperava per allora di essere già stato riconfermato nell’incarico per un altro quadriennio ... ma non andò così ...

Ma torniamo ai disavanzi, che non vengono da sorte avversa ma da evidenti incapacità amministrative e progettuali.

Ricordo, a titolo di esempio, il milione e passa di euro speso inutilmente per la sede di Pisa, oltre alle spese per l’avvocato. Il tutto riconducibile al disinteresse dei vertici dell'Ingv verso una causa intentata dal Comune di Pisa contro l'Istituto che si rifiutava di pagare quanto pattuito con un regolare contratto per la costruzione della nuova sede.

Il buonsenso mi dice che il milione di euro e passa non andrebbe fatto pagare al contribuente ma, in solido, ai responsabili che, con il loro modus operandi certamente poco accorto, possono aver arrecato il danno alle casse dell’ente.

Un accertamento da parte della Corte dei conti su questa vicenda, e forse anche su altre, sarebbe quanto mai necessario.

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