14. 11. 2018 Ultimo Aggiornamento 27. 10. 2018

Un concorso pubblico dell’Ingv finisce in Parlamento

Categoria: Il Foglietto

Nell’Allegato B al resoconto della seduta del Senato della Repubblica del 16 ottobre 2018, è stato pubblicato l'Atto di sindacato ispettivo n. 4-00694, rivolto da 10 senatori del Movimento 5 Stelle (primo firmatario, Nicola Morra) alla Ministro dell’Istruzione, università e ricerca.

L’iniziativa dei parlamentari fa riferimento ad una procedura concorsuale pubblica, espletata di recente dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Di seguito, il testo integrale del predetto Atto.

“MORRA, MARILOTTI, GRANATO, CORRADO, DE LUCIA, FERRARA, VANIN, FLORIDIA, MONTEVECCHI, CASTELLONE - Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca - Premesso che:

l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV), ente pubblico di ricerca finanziato annualmente dallo Stato con circa 60 milioni di euro, presieduto dal 27 aprile 2016 dal professor Carlo Doglioni e diretto dal 1° settembre 2016 dalla dottoressa Maria Siclari (già dirigente di II fascia del Servizio gare e appalti dell'ISPRA), con decreto n. 330, in data 4 luglio 2017, a firma del direttore generale Siclari, ha bandito un concorso pubblico per 2 posti di collaboratore tecnico enti di ricerca (CTER) - VI livello retributivo, a tempo indeterminato, per l'Area tematica "Attività giuridiche e amministrative";

tale Area tematica non è presente in alcuna disposizione legislativa o regolamentare né tantomeno nella declaratoria del profilo professionale di CTER, di cui all'allegato 1 al decreto del Presidente della Repubblica n. 171 del 1991, che prevede esclusivamente mansioni di natura tecnica;

si legge nel decreto che il dipendente che riveste il profilo di CTER, che si articola in tre livelli retributivi (6° - di accesso; 5° - intermedio; 4° - apicale), "Svolge mansioni tecniche specializzate la cui esecuzione: richiede una visione d'insieme di più attività interrelate per soddisfare esigenze operative diverse; presuppone la completa conoscenza delle tecniche del funzionamento e delle modalità di uso di macchine, strumenti e/o impianti e/o elaborazione di dati complessi; comporta la capacità di valutazione per la scelta di elementi e l'esame dell'attendibilità dei risultati. In campo informatico, provvede alla realizzazione tecnica di procedure ed archivi e cura la gestione operativa dei sistemi e delle reti. Esegue lavori tecnici che richiedono un approccio di tipo teorico per applicare tecniche, procedure e metodi di lavori di tipo specialistico. Svolge mansioni specializzate che comportino le capacità di valutazione per l'adozione di scelte operative e per la validazione di risultati; sviluppare le progettazioni di procedure e archivi nel campo informatico";

nessuna attività amministrativa e men che meno giuridica è, dunque, prevista per il CTER. Di contro, se solo ci si sofferma sui requisiti di ammissione al concorso richiesti dall'art. 2 del bando di concorso, l'INGV sembra confondere il profilo di CTER con quello di funzionario di amministrazione. Infatti, viene richiesta esperienza professionale nei seguenti campi: "gestione dell'attività negoziale: predisposizione della documentazione di gara (sopra e sotto soglia, procedure negoziali, procedure informali); esame e redazione degli atti istitutivi di soggetti giuridici partecipati dall'ente, degli accordi istituzionali, protocolli d'intesa, atti convenzionali, contratti di ricerca; redazione di atti contrattuali; attività di normazione secondaria: stesura di regolamenti organizzativi, circolari, direttive nelle tematiche di interesse degli enti di ricerca; conoscenza dell'uso delle apparecchiature e delle applicazioni informatiche più diffuse, da valutarsi in sede di colloquio; conoscenza della lingua inglese";

tale discrepanza tra il profilo professionale messo a bando e i requisiti di ammissione richiesti dallo stesso bando, non sarebbe stata rilevata neppure dalla commissione esaminatrice, nominata dalla dottoressa Siclari con decreto n. 7 del 16 gennaio 2018, presieduta dal dottor Francesco Pirrone, anch'egli dirigente di II fascia dell'ISPRA. La commissione, infatti, come emerge dalle tracce delle due prove scritte pubblicate sul sito dell'INGV, ha predisposto una serie di domande a risposta sintetica;

per la prima prova, le domande non hanno avuto il minimo riguardo alla declaratoria del profilo professionale di CTER, trattandosi di quesiti prettamente amministrativi, per di più specifici, ai quali sarebbe stato quasi impossibile rispondere studiando su manuali generalisti;

ancor più specialistiche sono apparse le tre tracce della seconda prova scritta; la prima, finalizzata a misurare le competenze del candidato su "L'opera pubblica realizzata a spese del privato. Definire le peculiarità dell'istituto nelle sue linee essenziali"; con predisposizione "di uno schema di convenzione con la quale un soggetto privato si impegna alla realizzazione, a sua totale cura e spese, di un'opera pubblica"; la seconda, finalizzata a misurare il candidato su "L'affidamento di contratti di sponsorizzazioni dei lavori, servizi e forniture. Brevi cenni sulla fattispecie in esame"; con predisposizione "di uno schema di avviso pubblico con il quale l'amministrazione pubblica rende nota la volontà di ricerca di sponsor per specifici interventi"; la terza, infine, chiedeva al candidato "Nell'ambito della proprietà intellettuale" di "definire le finalità dell'istituto delle società 'spin-off'" e di "predisporre un atto convenzionale tra una società spin-off ed un ente pubblico di ricerca";

dal contenuto delle tracce, sia della prima che della seconda prova scritta, appare del tutto evidente che l'INGV non necessitava di due CTER diplomati, bensì di funzionari di amministrazione, laureati in legge e con specializzazione in determinati settori;

a parere dell'interrogante la procedura concorsuale sembrerebbe, pertanto, posta in essere in maniera del tutto arbitraria e illegittima, per aggirare surrettiziamente il vincolo di organico del profilo di funzionario di amministrazione, dal momento che tutti e 7 i posti disponibili risultavano coperti alla data di emanazione del bando;

con decreto n. 16 del 12 giugno 2018, la direttrice generale dell'INGV ha approvato la graduatoria, dichiarando vincitrici G. M. (punti 91,8/100) e R. U. (punti 87/100);

solo per inciso, in passato, la prima classificata è stata alle dipendenze della dott. Siclari al Consiglio per la Ricerca in Agricoltura (CRA, ora CREA), dove quest'ultima rivestiva l'incarico di dirigente del servizio affari legali, mentre la seconda classificata era dipendente dell'ISPRA (ente di provenienza della dottoressa Siclari e del dottor Pirrone presidente della commissione esaminatrice) con profilo di collaboratore di amministrazione di VII livello (inferiore, dal punto di vista retributivo, al 6° livello CTER) in forza al Servizio gare e appalti, diretto dalla dottoressa Siclari fino al 31 agosto 2016;

non può essere trascurato, infine, che prima dell'emanazione del bando, l'INGV non ha attivato la procedura di mobilità prevista dall'art. 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, a riguardo della quale il dottor Marco Rossi, dirigente della Presidenza del Consiglio dei ministri - dipartimento della funzione pubblica, in un articolo apparso sulla rivista giuridica "Lexitalia", ha evidenziato che "Oltre alle responsabilità erariali e civili derivanti dalla violazione od elusione del principio della previa mobilita, non va sottaciuto che la totale assenza di una procedura di mobilità prima dell'effettuazione di una procedura concorsuale il più delle volte potrebbe ritenersi sintomatica di un comportamento doloso, con quello che ne consegue in tema di responsabilità penale, non potendo il responsabile del personale di una amministrazione pubblica non conoscere (e non applicare) una norma di gestione del personale tanto chiara e costituente un principio generale in materia di reclutamento nel pubblico impiego",

si chiede di sapere se e quali provvedimenti si intendano sollecitare nei confronti dei responsabili della procedura concorsuale che, a parere dell'interrogante, sembrerebbe illegittima, dal momento che sono stati esclusi tanti potenziali candidati in grado di svolgere le mansioni tecniche richieste dal profilo di CTER, così infliggendo un duro colpo alle norme che esigono correttezza e trasparenza nella gestione della cosa pubblica e, in particolare all'articolo 97 della Costituzione

(4-00694)”

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