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Mercoledì, 07 Giu 2023

Non si fa che parlare dei 209 miliardi in arrivo dall’Europa, ma pochi ricordano che, di quelli, oltre 120 andranno a sommarsi all’enorme debito italiano e andranno restituiti. Proprio per questo, vanno spesi bene e non devoluti ai soliti noti, perché si tratta dell’ultimo treno per uscire dalla flessione continua che investe la nostra economia da oltre trent’anni.

Soldi che esigono di essere spesi bene e, soprattutto, in trasparenza. Ed è per questo che numerose organizzazioni della società civile stanno chiedendo al Governo Draghi un pieno coinvolgimento e trasparenza nella definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Peraltro, il Next generation Eu, tra le varie indicazioni, prevede, per l’approvazione e la gestione del Piano, proprio il coinvolgimento di forze sociali e società civile.

Quest’anno l’Italia è copresidente globale dell’Open Government Partnership, un progetto delle Nazioni Unite che si pone l’obiettivo ci mettere a confronto referenti istituzionali e associazionismo civico per promuovere una governance inclusiva e trasparente.

Un progetto che nasce dalla consapevolezza che «la corruzione sia un ostacolo fondamentale al raggiungimento dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e alla realizzazione di società pacifiche, giuste e inclusive. L'uso improprio dei fondi, la mancanza di trasparenza nel processo decisionale e l'impunità, che di solito accompagnano la corruzione, indeboliscono la legittimità delle istituzioni ed erodono il contratto sociale tra i cittadini e i loro leader. La pandemia COVID-19 pone ulteriori sfide, poiché l'urgente necessità di rispondere rapidamente alle sfide sanitarie, economiche e sociali apre opportunità di corruzione».

Consapevoli di questi rischi, in Italia diverse organizzazioni della società civile hanno chiesto, siccome previsto dall’art.1 comma 1044 della Legge di Bilancio 2021 (L. 30 dicembre 2020, n. 178), che entro il 28 febbraio venisse emanato il decreto atto a definire le modalità di rilevazione dei dati - che dovranno poi essere disponibili in formato aperto e rielaborabile - di tutti i progetti che verranno inclusi nel Pnrr.

Ad oggi, non è dato sapere se sia stato fatto qualcosa in tal senso.

Intanto, grazie all’iniziativa comune di 16 associazioni (ma il numero è destinato a crescere) – ActionAid, Cittadinanzattiva, Legambiente, Slow Food, Fondazione Innovazione Urbana, Transparency International Italia, Ondata, Lunaria, Campagna Sbilanciamoci!, Monithon, Cittadini reattivi, Parliament Watch, Fondazione Etica, The Good Lobby, Amapola - progetti per la sicurezza delle persone e delle comunità, Info.Nodes, Rinascimento Green – è nato, nell’ambito del programma Follow the Money, un “Osservatorio nazionale indipendente”, avente lo scopo di creare una vasta campagna di monitoraggio civico e territoriale e di acquisire uno strumento pubblico e aperto sul tracciamento dei dati finanziari legati al Piano.

Follow the Money – ideato all’interno del Festival della Partecipazione, tenutosi a Bologna dal 16 al 18 ottobre 2020 – intende monitorare la qualità e l’inclusività del processo decisionale di costruzione del Piano nazionale ripresa e resilienza.

Dalla riuscita del Pnrr, infatti, dipende il futuro dell’Italia, perciò esso non può essere l’ennesima spartizione di risorse tra le forze politiche governative, ma deve essere un’occasione per coinvolgere la società civile, le forze sociali, le realtà impegnate nei territori coinvolti.

Insomma, le associazioni promotrici dell’Osservatorio chiedono che «le prossime fasi del Piano siano frutto di un processo partecipato e inclusivo, che persegua la trasparenza e il monitoraggio sull’allocazione dei fondi. Per far questo devono essere chiariti fin da subito i risultati attesi, finali e intermedi del Piano e devono anche essere rafforzate tutte le autorità di gestione, locali e nazionali, affinché ogni soggetto attuatore possa essere in grado di realizzare quanto prefissato e sia in grado di produrre dati di qualità, leggibili, interoperabili e aperti».

Ulteriori adesioni all’Osservatorio possono essere inviate a:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Adriana Spera
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