12. 12. 2019 Ultimo Aggiornamento 03. 12. 2019

Ancora ... Ichese

Categoria: L'angolo di Boschi

Ho partecipato a un convegno dell'Assomineraria dove ho espresso la mia opinione sul Rapporto Ichese.

Ichese è l'acronimo per una commissione istituita dal Ministero dello Sviluppo Economico che ha stabilito che "non si può escludere (ma non si può provare)" che le scosse emiliane del 2012 siano state 'innescate' da estrazioni petrolifere eseguite nella zona.

La mia opinione non è piaciuta e per questo vengo attaccato anche in modi sgradevoli. Vere e proprie intimidazioni. Anche lettere calunniose inviate, purtroppo per coloro che le hanno mandate, a persone sbagliate.

Mi si rinfaccia perfino di scrivere sul Foglietto: nessuno è obbligato a leggerlo o a leggermi. Comunque Il Foglietto, settimanale on line del sindacato Usi-Ricerca, che non ospita pubblicità, che non ha mai negato a nessuno il diritto di replica civile, si diffonde sempre più anche se, o forse perché, infastidisce chi ha qualcosa da nascondere.

Alcuni si sono sentiti in dovere di smentirmi tout court, senza spiegare quali sono i miei errori, come dovrebbe avvenire da parte di persone civili.

Non ho alcun potere o responsabilità decisionale e non vedo perché mi si voglia impedire di esprimermi liberamente su un argomento così importante e delicato come l'origine dei terremoti. Se si dimostrasse che sbaglio, si rafforzerebbero le opinioni di coloro che lo dimostrano suggerendo meccanismi e logiche alternative, che prenderebbero più vigore. Così anche i miei errori sarebbero stati utili a rendere più sicure le convinzioni altrui.

Bisogna però argomentare e non limitarsi ad affermazioni che sembrano slogan elettorali o insulti piuttosto che critiche razionali. La conoscenza scientifica è sempre andata e sempre andrà avanti così: con dubbi, verifiche, errori, controlli, diatribe, smentite, competizione ... Nessuno finora ha dimostrato che le mie considerazioni sono errate, anzi mi sto convincendo sempre di più di quello che penso sull'argomento.

Sia chiaro: non pretendo certo di essere portatore di verità ad ogni costo ma sarebbe utile per tutti raggiungere una certezza condivisa, benché necessariamente relativa, che quello che si decide di fare è, con un accettabile livello di confidenza, la cosa giusta allo stato delle conoscenze. Giusta sopratutto per coloro che vivono nella zona colpita.

Sono e rimango convinto che perturbazioni di origine umana non siano in grado di alterare significativamente lo stato di stress delle rocce a profondità crostali. Nemmeno le più grandi esplosioni nucleari sotterranee del passato, che io sappia, sono riuscite a tanto.

Con un po' di abilità l'asserto potrebbe essere dimostrato con semplici considerazioni basate solo sugli ordini di grandezza in gioco.

Nella zona epicentrale della prima scossa emiliana, quella del 20 maggio 2012, negli ultimi trent'anni sono state levate circa 20 milioni di tonnellate di massa dallo scavo di Bondeno, quantità che risulta dalla differenza fra la quantità di sabbia cavata e l'acqua che si è aggiunta. Malgrado la sostanziale coincidenza con la zona epicentrale, è improbabile che questo notevolissimo intervento dell'uomo abbia influito in maniera significativa nel verificarsi della scossa di magnitudo 6 circa del 20 maggio 2012.

Al Cavone, invece, sono state aggiunte 20.000 tonnellate di massa, che risultano dalla differenza fra il peso del greggio estratto e l'acqua che ha sostituito il greggio.

Sulla base di queste considerazioni mi risulta difficile immaginare che l'operazione di estrazione petrolifera provochi una scossa a 20 km di distanza mentre si dà per scontato che un'azione ben più massiccia nella stessa zona epicentrale sia sostanzialmente innocua.

Indubbiamente si può dire che levare una massa da una zona in compressione, come è avvenuto e avviene a Bondeno, destabilizza e quindi fa anticipare una rottura compressiva. Ciononostante non mi sento certo in grado di dire con certezza che la scossa del 20 maggio sia stata determinata o anticipata dalla cava.

Invece aggiungere massa come si fa al Cavone, sempre in una zona compressiva, andrebbe nella direzione della stabilizzazione, quindi del ritardo della frattura: niente innesco o triggering del terremoto.

Durante l'estrazione il greggio viene sostituito nel reticolo dei pori da un fluido più pesante del greggio stesso. Quindi in regime compressivo l'operazione di estrazione tenderebbe a stabilizzare la struttura compressiva.
Anche in questo caso, però, non ci sono abbastanza evidenze per dire che l'estrazione posticipi la frattura, cioè ritardi il terremoto.

In linea di principio queste sono considerazioni condivisibili e allora perché questa mia reticenza a fare in entrambi i casi affermazioni decise? Per una ragione semplicissima: i fenomeni non sono accessibili all'osservazione diretta e non è possibile fare misure per definire e quantificare i processi in gioco.

Tengo subito a dire con forza che assolutamente non è mia intenzione creare ulteriori polemiche visto che è ragionevole pensare che anche la sabbia sia redditizia ... e poi chissà chi vive a Bondeno!
Resta in me la convinzione che l'uomo non è in grado di agire in maniera significativa sulla dinamica crostale e che tutti i terremoti sono indotti, triggerati, innescati ... per loro stessa natura, ma non è possibile individuare che cosa li induce, li triggera, l'innesca ... Terremoti piccoli e grandi sono fratture piccole e grandi, che si propagano nelle rocce crostali: distinguerli sulla base di come queste fratture nascono è impossibile. È privo di senso fisico: appartiene a un modo di pensare naturalistico-descrittivo, pregalileano.

Il servirsi di queste nozioni per decisioni importanti per la sicurezza e il benessere delle persone può portare a incongruenze gravi.

Sul piano puramente speculativo il problema ormai posto è comunque interessante. La zona attivata è in compressione a causa della spinta geodinamica più o meno verso Nord che, come si dice un po' impropriamente, viene dall'Africa.

Sono convinto che il triggering di terremoti di magnitudo 6 o più viene da tanti fattori molti dei quali attualmente non valutabili. Ma se proprio vogliamo trovare un qualche cosa che più di altre cause potrebbe aver scatenato la sequenza emiliana potremmo considerare come triggering la scossa di magnitudo 4.7 verificatasi a nord della zona epicentrale il 17 luglio 2011 in località Sermide, dove geologicamente è ipotizzabile il fronte più avanzato della deformazione compressiva in atto.
A me non risulta che questa ipotesi sia stata già fatta. Potrebbe facilmente essere verificata con metodi ormai di routine nella moderna Sismologia. Sia chiaro, però, che anche in questo caso "non si potrà escludere e non si potrà provare". Ma avrebbe forse un livello di credibilità o confidenza che dir si voglia decisamente più elevato dell'ipotesi Ichese.

Ho fatto già alcune considerazioni semi-qualitative che mi fanno pensare a una sostanziale bontà dell'ipotesi ma non ho accesso ai mezzi e ai dati necessari per ottenere un risultato completo e verificabile. Il contratto di collaborazione a titolo gratuito con l'Ingv purtroppo non mi è stato rinnovato.

Mi piacerebbe discuterne con alcuni sismologi Ingv, veri e propri maestri in questo settore, ma non vorrei metterli in imbarazzo, sapendo che sono stati "invitati" a non parlare dell'Ichese. Purtroppo non potranno neanche leggere quello che oggi scrivo, perché neppure il semplice sommario del Foglietto da qualche settimana può "entrare" all’Ingv, perché si ritiene che disturbi o distragga il personale.

Voglio concludere con un'osservazione che logicamente dovrebbe essere una premessa a questo discorso.

Tutte queste che ho fatto sono discussioni che possono anche appassionare gli "esperti", ma che, sono sicuro, lascino del tutto indifferenti coloro che con le scosse del 2012 hanno perso molto o addirittura tutto e che non vedono la soluzione dei loro problemi nel futuro immediato.

La campagna elettorale e il susseguirsi di opinioni e interpretazioni generate da esperti, commissioni e istituzioni di varia natura non facilitano certo la loro serenità.

Sarebbe auspicabile uno scatto d'orgoglio Politico (con la P maiuscola, come suol dirsi) per chiudere questa vicenda, che si mostra sempre più grottesca e, diciamolo, profondamente ingiusta per tutti gli Emiliani. Anche per quelli non toccati dal sisma.

*Geofisico


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