29. 06. 2017 Ultimo Aggiornamento 26. 06. 2017

“Casa Italia” e ... 60 mila euro

Categoria: L'angolo di Boschi

"Entro la fine di gennaio 2017 sarà pronta la mappa del rischio sismico, idrogeologico, industriale, vulcanico per ogni singolo comune italiano. Si avrà una sorta di indicatore della pericolosità lungo tutto lo stivale. E' quella la data prevista per la fine della "prima" fase dei lavori della squadra di Casa Italia, composta da supertecnici coordinati da Azzone, con la collaborazione di Renzo Piano e dei suoi architetti".

Questo è quanto si legge in un'intervista al professor Giovanni Azzone al quale, nel settembre scorso, l'allora presidente del consiglio Matteo Renzi affidò la guida di Casa Italia, il piano a lungo termine per la prevenzione e messa in sicurezza del territorio nazionale. L'intervista è di Annalisa Cretella, dell'agenzia giornalistica AGI.  

Già da un paio di mesi, per ogni singolo comune italiano dovrebbe quindi essere disponibile la mappa di tutti i rischi possibili e immaginabili.  

Incuriosito, ho chiesto informazioni ad alcuni comuni dove ho qualche conoscenza. Nessuno sembra informato, nessuno ne sa niente.  

Probabilmente queste mappe vengono tenute riservate, per non turbare eccessivamente la gente.  

Oppure la giornalista dell'AGI ha capito male la data: frequentemente da noi succede che i giornalisti scrivano cose inesatte e vengano poi indicati come i "veri" responsabili delle peggiori nefandezze.  

Il team di Casa Italia è costituito da 17 esperti per preparare il progetto che sarà realizzato a "basso costo": circa "15-20 milioni di investimenti pubblici".

C'è da dire che il lavoro di Azzone e di altri 4 supertecnici verrà svolto a titolo del tutto gratuito. "Gli altri esperti hanno compensi che arrivano al massimo a 60mila euro lordi".  

Non voglio esprimere alcun giudizio su quanto si afferma nella predetta intervista. Noto semplicemente che dopo terremoti devastanti, ancora una volta, si parla in modo nuovo di prevenzione e temo che, tanto per cambiare, non si farà niente. Come è sempre successo a partire dal terremoto irpino del 1980.

Fra qualche anno avremo un altro terremoto, che produrrà altre vittime e devastazioni e assisteremo a un'ulteriore enunciazione di tanti buoni propositi, a tante passerelle televisive di politici che prenderanno con sincerità impegni sapendo che non potranno mantenerli.

C'è solo da augurarsi che, ancora per qualche decennio, non si verifichino terremoti fortissimi, quelli di magnitudo 7 o oltre, e che almeno la prossima ricostruzione nell'Appennino Centrale venga fatta in maniera razionale. Purtroppo gli impegni del potere politico a ricostruire esattamente tutto come e dove stava prima non lasciano ben sperare.  

L'articolo dell'AGI, da cui ho preso spunto, è del 16 novembre dell'anno passato. Non sono riuscito, senz'altro per mie incapacità, a trovare notizie sui progressi del progetto di Azzone che mi auguro notevoli. Nella ricerca per caso sono incappato nella lista dei "supertecnici" che collaborano con lo stesso Azzone, che può essere vista sul sito del Governo, insieme a tanti altri consulenti.

Tra i supertecnici di Azzone troviamo anche l'attuale Presidente dell'INGV, con un compenso di 60.000 € lordi, a partire dal 3 novembre (DPCM 03.11.2016) fino a "scadenza mandato governo in carica". Quanto all’oggetto della prestazione, leggesi nel comunicato del Governo che:

“L'INCARICO CONSISTE NELLA PARTECIPAZIONE ALL'ATTIVITA' DI MONITORAGGIO E ANALISI DELLE INFOMAZIONI E DATI RIGUARDANTI LA SICUREZZA E LA QUALITA' DELL'ABITARE, LA QUALITA' DEL CONTESTO E LA QUALITA' DEI SERVIZI INFRASTRUTTURALI NONCHE' NELLA PARTECIPAZIONE ALLA DEFINIZIONE DI LINEE GUIDA RELATIVE AGLI INTERVENTI PREVENTIVI DA REALIZZARE PER LA RIDUZIONE DEL RISCHIO POTENZIALE E RISCHIO EFFETTIVAMENTE RILEVATO NEGLI AMBITI DI COMPETENZA ESSO CONSISTE ALTRESI' NELL' ATTIVITA' DI PROMOZIONE  IN COLLABORAZIONE CON LA SNA”.

Non è chiaro alla scadenza di quale Governo si fa riferimento.

Osservo che l'INGV, in quanto istituzione pubblica finanziata dallo Stato, in Casa Italia poteva e doveva avere un ruolo guida - considerato il suo impegno più che trentennale, coronato da grandi successi - nel quantificare la pericolosità sismica nazionale, nell'individuare e suggerire i metodi per la difesa dai terremoti e nella formazione di esperti di livello internazionale in un settore scientifico tanto difficile.  

Il Governo, invece, non si sa bene perché, si è limitato a conferire un incarico (retribuito) al presidente dell’ente.

In attesa di saperne di più sul lavoro fin qui svolto dal team di supertecnici guidato dal professor Azzone, consiglio di leggere attentamente la lista dei consulenti che appare nel sito del Governo, per avere un'idea di come vengono spesi i denari pubblici.

Lo consiglio, in particolare, ai tanti precari che, malgrado tutto, mandano avanti sorveglianza e ricerca.  

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.


I cookie ci aiutano a fornirti i nostri servizi. Utilizzando i nostri servizi, accetti le nostre modalità d'uso dei cookie. Per saperne di più