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Mercoledì, 18 Feb 2026

di Roberto Tomei

Periodo decisamente di forti turbolenze interne all’Istituto nazionale di vulcanologia e geofisica (Ingv), da quasi due anni presieduto da Stefano Gresta e dal settembre scorso diretto da Massimo Ghilardi.

Sopita, per ora, con la proroga dei contratti a termine, la protesta del personale precario, che da anni attende la stabilizzazione, ad agitare le acque in via di Vigna Murata, oltre alla emanazione di alcuni bandi dal contenuto discutibile di cui Il Foglietto ha dato notizia, le recenti nomine dei direttori di struttura e di sezione e, ancora di più, la emanazione del bando per la individuazione di un “comunicatore” da 48 mila euro annui.

Al di là delle carenze del predetto bando, diffusamente trattate dal Foglietto della scorsa settimana, l’iniziativa del direttore dell’Ingv appare una sorta di risposta a una relazione redatta, a titolo oneroso, dalla Sissa Medialab, una srl costituita il 16 novembre 2005 con sede in Trieste in via Bonomea, 265.

La società, con un capitale sociale di 50mila euro, interamente posseduto dalla Società internazionale superiore di studi avanzati, si propone, tra l’altro, di svolgere “attività di comunicazione istituzionale, mediante realizzazione di immagini coordinate per informativi e promozionali, creazione, modifica, sviluppo e aggiornamento di siti internet istituzionali; attività di ufficio stampa e organizzazione e presidio a eventi pubblici”.

Ottenuto l’incarico dall’Ingv, la Sissa ha consegnato alla fine di dicembre del 2012 una relazione, definita intermedia, a cura di Simona Cerrato, Paola Rodari e Mauro Scanu, dal titolo “Proposta per un piano di comunicazione Ingv Terremoti”, che all’interno dell’ente ha provocato la reazione sia di Fabio Florindo, direttore del Centro servizi scientifici, tecnici e culturali, che di Sonia Topazio, capo Ufficio stampa, che non hanno ritenuto corretto il modus operandi della Sissa Medialab.

Per il primo, alcune valutazioni contenute nella relazione, almeno per il settore di sua competenza che è quello della didattica e della divulgazione, si appalesano distorte al punto da screditare in maniera pesante il lavoro degli altri.

Sotto accusa diverse frasi presenti nella relazione, del tipo: “E’ emersa una carenza di comunicazione interna per quel che concerne la maggior parte delle attività di comunicazione comprese le attività didattiche e divulgative”; “Anche nel caso della didattica e della divulgazione si deve rilevare la mancanza di un coordinamento che da una parte non permette di sfruttare le risorse (non poche!)…”; “Risulta che il materiale utilizzato per le visite delle scuole, almeno quella della sede centrale di Roma di Responsabilità del Laboratorio di Didattica e Divulgazione scientifica, risalgano a circa 10 anni fa”; “Il personale che accoglie le classi non è sempre competente sul tema da trattare …” e, per finire, sottolinea la Sissa,“Manca probabilmente una formazione adeguata…”.

Ancor più piccata la reazione del capo Ufficio Stampa, che ha fatto le sue rimostranze direttamente al direttore generale della Sissa Medialab, sottolineando, in premessa, che i giornalisti della società, autori della relazione, “non hanno contattato nessun esponente dell’ufficio stampa, quindi hanno scritto il documento senza accertamenti alla fonte”, gettando discredito sull’intero Ufficio stampa.

La Topazio ha respinto con forza tutta una serie di presunte carenze del suo ufficio, non ultima quella che risulterebbe privo “di un coordinamento e di una struttura professionale di sostegno”.

Sarà per questo che i vertici dell’Ingv, recependo in toto la contestata radiografia della Sissa Medialab, hanno deciso di assumere un “comunicatore”, con un bando pubblico di selezione che, ad avviso del Foglietto (e non solo), è un vero colabrodo?

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