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Domenica, 25 Ott 2026

di Roberto Tomei

L’avviso di selezione pubblica reca la data del 2 maggio scorso e il termine per presentare domanda scade il prossimo 2 giugno. Si tratta del provvedimento a firma del direttore generale, Massimo Ghilardi, con il quale l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), presieduto da Stefano Gresta, intende affidare l’incarico libero professionale di Coordinatore dell’Ufficio comunicazione dell’ente a soggetto esterno all’amministrazione, con un cachet annuo di 48 mila euro.

A supporto della decisione, Ghilardi invoca ben due disposizioni normative: l’art. 7, comma 6, del decreto legislativo n. 165/2001 e la legge 7 luglio 2000 n. 150 (disciplina delle attività di comunicazione della P.A.).

A leggere l’avviso di selezione, però, non si è del tutto sicuri che tali norme siano state ben assimilate dai giuristi di via di Vigna Murata.

Infatti, se è vero che il predetto comma 6 dell’art. 7 del d.lgs. 165 stabilisce che “Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità”, è altrettanto vero che la stessa norma richiede che l’ente  “deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno”.

Dell’acclarata mancanza di risorse interne non sembra esserci traccia nell’avviso de quo.

Ma, a scatenare polemiche è la presunta violazione delle regole imposte dalla legge 150 del 2000 e, soprattutto, del relativo regolamento di attuazione, approvato con Dpr 422/2001, che l’Ingv sembra aver saltato a piè pari.

Quanto al titolo di studio richiesto all’aspirante comunicatore, l’Ingv ne indica uno solo: laurea in scienze delle comunicazioni.

L’articolo 2, comma 1, lett. a) del predetto regolamento non è, invece, così avaro visto che si mostra aperto anche verso candidati in possesso di altri diplomi di laurea, purché supportati da specifici titoli di specializzazione post universitaria ovvero di master in materia di comunicazione.

Sarà stata sicuramente una svista, così come quella relativa alla carenza di risorse umane interne.

Ma il fatto più sorprendente, davvero difficile da rubricare come svista o svarione che dir si voglia, è rappresentato dalla assenza di qualsiasi richiamo nell’avviso dell’Ingv a quello che appare il principe dei requisiti per poter fare il comunicatore: l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti (art. 3, comma 1 del citato regolamento) che, a questo punto, potrebbe anche intervenire nella vicenda, a tutela dei propri iscritti.

A volerla dire con l’indimenticato e compianto Max Catalano (personaggio clou della trasmissione Quelli della notte, di Renzo  Arbore), "avere un comunicatore non giornalista" sarebbe come “avere un colonnello senza colonna”.

Ma tant’è.

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