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Martedì, 25 Ago 2026

di Biancamaria Gentili

Chi può affermare, con cognizione di causa, che la giustizia in Italia, quando si riesce a ottenerla, arriva spesso fuori tempo massimo per colpa della burocrazia, è certamente Carlo Aurisicchio, già primo ricercatore del Cnr, in pensione dal 1° maggio 2008.

Ad Aurisicchio, nel 2006, proprio non era andato giù l’esito del concorso ex art. 64 a 16 posti (successivamente portati a 21) di dirigente di ricerca per l’Area Scienze della Terra, che lo aveva visto collocato ai primi posti tra gli idonei.

Con un tempestivo ricorso al Tar del Lazio, predisposto con l’assistenza dei legali dell’Usi-Ricerca, Aurisicchio aveva elencato e provato un numero impressionante di irregolarità e illegittimità da parte della commissione esaminatrice.

Il Tar, a novembre 2010, pur avendo accolto in toto le argomentazioni del ricorrente, da un lato affermava, tra l’altro, che "la commissione non ha operato con chiarezza, atteso che non dava conto della puntuale e motivata valutazione di tutti i titoli presenti nel curriculum dei candidati né specificava il punteggio attribuito a ciascun titolo"; dall'altro, anziché annullare l’intera procedura, ordinava al Cnr di rivalutare la posizione non di tutti i candidati ma del solo ricorrente.

Un errore madornale, che costringeva il ricorrente-vincitore dinanzi al Tar a proporre addirittura appello al Consiglio di Stato.

Dopo “soli” due anni di attesa, ad aprile 2012, i giudici di Palazzo Spada ritenevano fondate le doglianze di Aurisicchio, riconoscendo che “l’appellante ha interesse meritevole di protezione a che tutte le posizioni dei candidati siano nuovamente scrutinate dalla commissione d’esame, previa predisposizione di criteri selettivi che diano conto e rendano intelligibile il percorso logico seguito dall’organo tecnico nella attribuzione dei punteggi ai candidati”.

Toccava al Cnr, dunque, dopo il giudizio finale del Consiglio di Stato, ricostituire una nuova commissione che riesaminasse i titoli di tutti i candidati, operando nel pieno rispetto delle regole, siccome richiamate dal massimo organo della giustizia amministrativa.

Bisognava attendere quattro mesi, però, prima che l’ente presieduto da Luigi Nicolais riuscisse a scegliere i nuovi esaminatori i quali, a tutt’oggi, non hanno prodotto alcuna nuova graduatoria.

L’unico segnale si è avuto il 19 aprile scorso, allorquando il Cnr, con disposizione n. 23336, ha sostituito il dimissionario segretario della commissione.

In precedenza, esattamente il 20 aprile 2011, a dimettersi erano stati alcuni componenti della commissione che avrebbero dovuto dare esecuzione alla sentenza del Tar.

Presentando il ricorso avverso la procedura concorsuale, Carlo Aurisicchio aveva dimostrato di nutrire fiducia nella giustizia, ma forse mai avrebbe immaginato che dopo sette anni non sarebbe stata scritta la parola fine alla sua azione giudiziaria per la quale, nonostante sia risultato vincitore in entrambi i gradi di giudizio, sia il Tar che il Consiglio di Stato non gli hanno liquidato neppure un centesimo di spese legali.

Al danno, dunque, anche la beffa da parte di un ente, il Cnr, che, appalesandosi refrattario a garantire correttezza e tempestività all’azione amministrativa, chissà quando pubblicherà la nuova graduatoria del concorso contestato dallo stoico Aurisicchio,

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