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Sabato, 04 Apr 2026

altDopo essere rimasta per più di un anno nei cassetti di Palazzo Chigi, la Relazione finale sulla revisione della spesa pubblica, redatta da una task force guidata da Carlo Cottarelli (da quasi sei mesi ex commissario alla spending review), ha visto la luce.

Le numerose proposte avanzate al governo – secondo la Relazione - avrebbero dovuto consentire, nel triennio 2014-2016, risparmi per 59 miliardi di euro, di cui 7 nel 2014, 18 nel 2015 e 35 nel 2016, e realizzare un “cambiamento nel modo di gestire la spesa ma senza stravolgere il «welfare state» e senza tagli all’educazione pubblica”.

Il documento (in tutto, 72 pagine), riunisce in cinque gruppi le voci su cui intervenire.

Il primo, denominato “Efficientamento diretto”, comprende iniziative su beni e servizi, pubblicazione telematica degli appalti pubblici, gestione immobili, costo della riscossione fiscale, fabbisogno standard nei comuni, consulenze e auto blu, stipendi dirigenti, corsi di formazione, inquinamento luminoso e altre proposte da gruppi ministeriali, il tutto per un risparmio presunto di 19,5 mld nel triennio.

Il secondo, denominato “Riorganizzazioni”, raggruppa riforme delle province, sinergie tra i corpi di polizia, spese enti pubblici, digitalizzazione, prefetture-vigili del fuoco-capitanerie di porto, altre sedi periferiche nelle amministrazioni centrali, razionalizzazione delle comunità montane, per un risparmio complessivo triennale di 8,9 mld.

Il terzo gruppo, denominato “Costi Politica”, elenca comuni-regioni-finanziamenti partiti e organi costituzionali e di rilevanza costituzionale, con risparmi pari a 2 mld.

Il quarto gruppo,  “Riduzione trasferimenti inefficienti”, prevede tagli sui trasferimenti alle imprese, erogazione della indennità di accompagno solo in base al reddito, lotta agli abusi per le pensioni di invalidità, tagli ai microfinanziamenti e ai trasferimenti per il trasporto ferroviario, per un totale complessivo di 13,5 mld.

Il quinto e ultimo gruppo, “Spese settoriali”, indica tagli alla difesa, alle indicizzazioni delle pensioni, misure per un patto salute e costi standard, allineamento dell’anzianità contributiva ai fini pensionistici per uomini e donne, revisione delle pensioni di guerra e di reversibilità, per risparmi presunti di 15,1 mld di euro, sempre nel triennio di riferimento.

Decisamente una cura da cavallo, quella suggerita dall’ormai ex commissario Cottarelli che, nello specifico, non risparmia neppure gli enti di ricerca, per i quali (vedasi pag. 24 della Relazione) vengono suggeriti accorpamenti e fusioni, la stessa misura che dovrebbe essere attuata per il Cnr (pag. 27), la cui articolazione territoriale conta 108 Istituti (oltre ad alcune centinaia di Unità operative di supporto - Uos).

Staremo ora a vedere il peso che Yoram Gutgeld, deputato del Pd, tra i più ascoltati consiglieri economici di Matteo Renzi, al quale il premier ha affidato la spendig review dopo il forfait di Cottarelli, vorrà dare alle proposte del suo predecessore.

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