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Mercoledì, 26 Ago 2026

Anticorruzione istatNonostante il protocollo di intesa siglato il 22 marzo scorso con l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) in materia di integrità, trasparenza e analisi del fenomeno della corruzione, l’Istat - al proprio interno - continua a tenere in non cale l’applicazione delle regole sulle misure di prevenzione.

Anche per quest’anno, infatti, il Piano triennale di prevenzione della corruzione (PTPC) 2016-2018, che doveva essere pubblicato sul sito internet dell’ente tassativamente entro il 31 gennaio scorso, ancora non vede la luce.

Una versione provvisoria del PTPC è stata inviata dopo ferragosto alle organizzazioni sindacali e pubblicata sul sito internet per consultazione e eventuali osservazioni.

Nella premessa del documento si legge che l’Istat “in attesa della pubblicazione della versione definitiva del nuovo PNA (Piano Nazionale Anticorruzione, ndr), intende perseguire una visione innovativa in linea con le esperienze più autorevoli, diretta alla costruzione di un modello di gestione del rischio di corruzione attraverso un sistema strategico allineato agli standard internazionali di riferimento”.

In disparte una certa enfasi, a via Balbo sembrano ignorare la circostanza che l’Anac fin dal 4 agosto ha reso nota la versione definitiva del nuovo PNA, successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 agosto.

E visto che il nuovo PNA recepisce i contenuti del dlgs 97/2016 sulla revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza e del dlgs 50/2016 (Codice degli appalti pubblici), il PTPC 2016-2018 dell’Istat, oltre a essere in ritardo, appare, comunque, superato.

Qualche ombra sembra addensarsi anche sulla figura del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, che all’Istat coincide con il Direttore centrale per le risorse umane, alle cui dipendenze è incardinato l’Ufficio per i procedimenti disciplinari. Alla luce delle modifiche apportate all’articolo 1 comma 7 della legge 190/2012, si verrebbe, infatti, a determinare una situazione di incompatibilità.

A questo punto all’Istat, forse, converrebbe saltare un giro (esponendosi, però, alle possibili sanzioni dell’Anac), e cercare di predisporre un PTPC 2017-2019 a regola d’arte. E tempestivo.

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