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Mercoledì, 25 Feb 2026

La vicenda della locazione dell’immobile ubicato a Mangone (Cosenza), sede dell’Istituto di scienze neurologiche del Cnr - più volte oggetto di articoli del Foglietto (da ultimo, lo scorso in data 7 luglio) e di atti di sindacato ispettivo da parte del Movimento 5 Stelle (primo firmatario il senatore Nicola Morra) - è stata ripresa nei giorni scorsi dapprima dal Quotidiano del Sud, con un articolo a firma di Massimo Clausi, dal titolo Il palazzo del Cnr e la locazione “d’oro" (nel quale il nostro giornale viene correttamente citato) e, oggi, dal Corriere della Sera, con l'articolo di Gian Antonio Stella Quei 20 milioni spesi dal Cnr per l’affitto della sede in Calabria.

Per quanto riguarda l'articolo di Stella, non possiamo non sottolineare la presenza di una imprecisione, nella parte finale, dove il giornalista scrive che il presidente del Cnr, dopo il servizio di Striscia la notizia (andato in onda l’8 maggio 2017), si sarebbe impegnato a disdire il contratto di locazione prima della scadenza del 2019.

Il presidente Inguscio, all’indomani del servizio televisivo, aveva infatti dichiarato, tra l’altro, che “… il Cnr coglierà l'occasione della prossima scadenza del contratto di locazione (2 aprile 2019, ndr) dell'immobile di Mangone per valutare ogni opportuna azione finalizzata all'ulteriore riduzione degli oneri a carico dell'Ente”. Pertanto, il n. 1 del più grosso ente di ricerca del Paese sembrava preannunciare non una fine anticipata del contratto ma l’intenzione dell’ente di proseguire comunque alla scadenza il rapporto locativo.

La lettera di disdetta anticipata del contratto (a far data dal 1° luglio 2018) è stata, invece, notificata alla proprietà dell’immobile dopo che il CdA del Cnr, nel corso della seduta del 8 giugno scorso, “ … ha appreso (dal consigliere d’amministrazione Vito Mocella, ndr) dell’esistenza di un documento sottoscritto dalle parti nell’ambito del rapporto locativo in oggetto che prevedrebbe la facoltà del Cnr di recedere anticipatamente dal contratto in qualsiasi momento con preavviso di almeno 12 mesi”. Trattasi, in realtà, di un atto aggiuntivo (datato 21 dicembre 2000) al contratto di locazione principale, registrato presso l’Ufficio del Registro – Agenzia delle Entrale di Cosenza – il 4 gennaio 2001, di cui incredibilmente tutti a piazzale Aldo Moro ignoravano l’esistenza. Anche la società proprietaria dell’immobile avrebbe fatto sapere di non essere a conoscenza di atti aggiuntivi che prevedano il recesso anticipato.

Che dire: un giallo d’estate in piena regola!

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