Giornale on-line fondato nel 2004

Domenica, 06 Set 2026

di Biancamaria Gentili

Il titolo del Foglietto n. 17 dell’11 maggio 2010 era stato premonitore: “In Antartide rissa tra Enea, Cnr, Ingv e Ogs”. L’articolo commentava la Relazione della Corte dei Conti sull’attività del Consorzio Programma Nazionale Ricerche in Antartide (Pnra) per lo studio del Polo Sud, guidato dall'Enea (con il 28%) e di cui facevano parte l'Ingv (24%), il Cnr (24%) e l'Ogs (24%).

La magistratura contabile, dopo aver elencato tutta una serie di discrasie e anomalie, concludeva  scrivendo che " le problematiche gestionali del Consorzio sono così gravi che richiedono un intervento esterno" da parte del legislatore e dei ministeri competenti.

A distanza di cinque mesi, Il Foglietto è in grado di anticipare, in esclusiva, l’arrivo di un decreto, già sottoscritto dalla Gelmini e in attesa della firma del neo ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, che mette in liquidazione il Consorzio, affidando all’Enea le funzioni di attuatore delle campagne  di ricerca in territorio antartico, la responsabilità di tutte le relative strutture e la titolarità di tutti i beni, e al Cnr la responsabilità della programmazione e del coordinamento delle attività scientifiche.

Per l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e per Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste (Ogs), una vera e propria espulsione dall’importante progetto, che il decreto cercherà di addolcire con la presenza di due esperti (uno a  testa) targati Ingv e Ogs nella pletorica Commissione scientifica nazionale per l’Antartide.

Un contentino che di certo non attenua il sospetto che ai due Istituti di ricerca  si siano volute addossare tutte le colpe delle manchevolezze riscontrate dalla Corte dei conti, se non altro per il fatto di essere in minoranza: 48% contro il 52% dell’asse Enea/Cnr. E sembra essere stato proprio l’Enea a spingere per la soluzione che ora è in arrivo.

Il commissario straordinario dell’Enea, Giovanni Lelli, avrebbe contestato che nei sette anni di attività, il Consorzio ha utilizzato quasi esclusivamente risorse dell’ente (13,5 mln di euro), mentre il Cnr avrebbe contribuito con 2 mln. L’apporto di Ingv e Ogs, ai quali verrebbe contestata anche la mancanza di specifiche competenze rispetto al Pnra, sarebbe stato del tutto residuale: 400 mila euro da parte del primo e 200 dal secondo.

C’è chi è pronto a giurare che difficilmente i presidenti Enzo Boschi (Ingv) e Iginio Marson (Ogs) accetteranno il ruolo di capro espiatorio per le difficoltà che hanno dipinto i sette anni di vita del Consorzio Antartide.

Ti piace l'informazione del Foglietto?

Se ti piace quello che leggi, puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro sostenendoci con quanto pensi valga l'informazione che hai ricevuto. Anche il costo di un caffè!

SOSTIENICI

empty alt

"Teoria della fragilità. Alla ricerca di un potere nascosto", intervista a Roberto Gramiccia

Quello che proponiamo ai nostri Lettori è un dialogo con il medico, scrittore e critico d’arte...
empty alt

Erus26: a Padova il 23° congresso europeo di urologia robotica

Da mercoledì 9 a venerdì 11 settembre, Padova torna a ospitare ERUS26 (l’ultima volta è stata nel...
empty alt

“Festival delle Corrispondenze”, dal 28 agosto al 6 settembre a Monte del Lago

Dal 28 agosto al 6 settembre, torna il Festival delle Corrispondenze, con la sua XV edizione:...
empty alt

Dieci anni dopo Amatrice. Rammendare non basta più

Nel decimo anniversario del terribile terremoto di Amatrice e Accumoli, penso con amarezza a...
empty alt

Sindrome di Kabuki, ricerca internazionale fa emergere il ruolo chiave della cromatina

Ritardo della crescita, ipotonia muscolare, anomalie cranio-facciali, deficit cognitivo e...
empty alt

"Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite", più attuale che mai

Non è mai troppo tardi. Alberto Manzi, una vita tante vite, di Giulia Manzi – ADD editore,...
Back To Top