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Lunedì, 24 Ago 2026

di Biancamaria Gentili

Il titolo del Foglietto n. 17 dell’11 maggio 2010 era stato premonitore: “In Antartide rissa tra Enea, Cnr, Ingv e Ogs”. L’articolo commentava la Relazione della Corte dei Conti sull’attività del Consorzio Programma Nazionale Ricerche in Antartide (Pnra) per lo studio del Polo Sud, guidato dall'Enea (con il 28%) e di cui facevano parte l'Ingv (24%), il Cnr (24%) e l'Ogs (24%).

La magistratura contabile, dopo aver elencato tutta una serie di discrasie e anomalie, concludeva  scrivendo che " le problematiche gestionali del Consorzio sono così gravi che richiedono un intervento esterno" da parte del legislatore e dei ministeri competenti.

A distanza di cinque mesi, Il Foglietto è in grado di anticipare, in esclusiva, l’arrivo di un decreto, già sottoscritto dalla Gelmini e in attesa della firma del neo ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, che mette in liquidazione il Consorzio, affidando all’Enea le funzioni di attuatore delle campagne  di ricerca in territorio antartico, la responsabilità di tutte le relative strutture e la titolarità di tutti i beni, e al Cnr la responsabilità della programmazione e del coordinamento delle attività scientifiche.

Per l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e per Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale di Trieste (Ogs), una vera e propria espulsione dall’importante progetto, che il decreto cercherà di addolcire con la presenza di due esperti (uno a  testa) targati Ingv e Ogs nella pletorica Commissione scientifica nazionale per l’Antartide.

Un contentino che di certo non attenua il sospetto che ai due Istituti di ricerca  si siano volute addossare tutte le colpe delle manchevolezze riscontrate dalla Corte dei conti, se non altro per il fatto di essere in minoranza: 48% contro il 52% dell’asse Enea/Cnr. E sembra essere stato proprio l’Enea a spingere per la soluzione che ora è in arrivo.

Il commissario straordinario dell’Enea, Giovanni Lelli, avrebbe contestato che nei sette anni di attività, il Consorzio ha utilizzato quasi esclusivamente risorse dell’ente (13,5 mln di euro), mentre il Cnr avrebbe contribuito con 2 mln. L’apporto di Ingv e Ogs, ai quali verrebbe contestata anche la mancanza di specifiche competenze rispetto al Pnra, sarebbe stato del tutto residuale: 400 mila euro da parte del primo e 200 dal secondo.

C’è chi è pronto a giurare che difficilmente i presidenti Enzo Boschi (Ingv) e Iginio Marson (Ogs) accetteranno il ruolo di capro espiatorio per le difficoltà che hanno dipinto i sette anni di vita del Consorzio Antartide.

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